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Irlanda del Nord: l’isola nell’isola

Racconti e Articoli di Viaggio

In viaggio nell’Irlanda del Nord dalla capitale Belfast alle scogliere frastagliate e selvagge del canale che la separa dalla Gran Bretagna. Tra storici pub, distese di prati verdissimi e isolotti. Dove il profumo della salsedine sfuma in quello del whiskey, di Gianfranco Podestà per www.latitudeslife.com

Irlanda del Nord: l’isola nell’isola

Sito o fonte Web: www.latitudeslife.com/2010/04/lisola-nellisola/2/ Béal Feirste, guado di sabbia. Il nome in gaelico suonerebbe oggi come un equivoco geografico, perché il fiume di un tempo, il River Farset, puoi cercarlo in ogni angolo ma non lo troverai.

Un canale sotterraneo che sbocca nel River Lagan ne ha fatto la vena segreta di Belfast, e piace pensarlo come un oscuro messaggero che raccolga tutte le energie e le contraddizioni di una città fuori dagli schemi, sortita da anni bui con tanta voglia di vivere e fare, per regalarle all’Atlantico affinché ne rechi notizia in ogni angolo del mondo.

Qualcuno sostiene che il passato non passa mai davvero e addirittura nelle sere nebbiose sia ancora possibile intravedere l’enorme sagoma del Titanic lasciare i cantieri Harland and Wolff, per guadagnarsi il mare aperto ed un tragico destino. Ma passeggiando per le strade del vecchio centro, fra pub centenari e negozi alla moda, musica rock e nostalgiche cornamuse, la città dell’industria navale e dei troubles, delle masse operaie e delle ronde unioniste e repubblicane, prende le forme di un ricordo lontano.

E dunque, meglio lasciare alla Storia l’onere di raccontare una Belfast che sembra fortunatamente eclissata o, se proprio si vuole, cercarne le tracce visibili nei murales cattolici lungo Falls Road, o in quelli protestanti in Shankill Road, magari approfittando di un “black taxi tour”. L’importante è andare alla scoperta della città, inserita nella bluelist della Lonely Planet come una delle destinazioni assolutamente da non perdere.

Un punto di partenza classico è la City Hall, il grande municipio che può agevolmente essere preso come riferimento per esplorare il cuore di Belfast. L’edificio è stato realizzato nel 1906 in stile rinascimentale e si può considerare la summa dello sfarzo così come all’epoca lo si pensava: marmi italiani, vetrate colorate, legno pregiato a rivestire la camera del consiglio sotto lo sguardo severo di tutti i sindaci succedutisi nel tempo effigiati alle pareti. Da qui ampia scelta.

Una passeggiata fino alla mondana Royal Avenue, in direzione nord, per predisporsi alle suggestioni del vecchio e ora quotatissimo quadrilatero compreso fra Ann Street e High Street, un concentrato dei locali più antichi della città, pieni di musica dal vivo, piatti tradizionali e frotte di giovani calamitati dello spirito “craic”, cameratismo e allegria. Oppure qualche centinaio di metri più a sud, fino alla biblioteca fondata nel 1788 come faro di conoscenza, la Linen Hall Library, depositaria di una vastissima collezione di libri antichi, ma anche di un’esaustiva documentazione sulla storia recente dell’Ulster. Sempre verso sud si può proseguire per ammirare alcuni dei più importanti edifici realizzati dalla fucina creativa di Sir Charles Lyon durante la fase di grande espansione economica della seconda metà dell’Ottocento, quando l’industria del lino, del tabacco e la cantieristica navale diedero grande impulso allo sviluppo urbano.

Senza arrivare agli eccessi pianificatori di Eugène Haussmann, Sir Charles si sbizzarrì progettando nel solo quartiere di Qeens la Queens University, l’Union Theological College, ed un esempio originale di case a schiera, le Terraced Houses, passando con disinvoltura dallo stile Tudor al Rinascimento italiano, per poi lanciarsi in un’ardita struttura di ferro e vetro per la Palm House dei magnifici Botanic Gardens.

Ma tutta la città è segnata dall’impronta di Lyon, per opere che spaziano dalle chiese ai ponti, dalle prigioni alle banche. Dopo la Belfast del diciannovesimo secolo una passeggiata lungo il River Lagan conduce al modernissimo Odissey Complex che comprende, in un mix davvero originale, il W5, laboratorio scientifico interattivo per grandi e bambini con eventi e mostre, l’Arena per concerti ed eventi sportivi, e il Pavillon, colmo di cinema, pub,bowling, sempre affollatissimo.

Un ultimo saluto, prima di lasciare la città e percorrere una delle strade costiere più suggestive d’Europa, lo si deve a Samson e Goliath, le colossali gru gemelle dei cantieri Harland and Wolff, nella Queens Island, inconfondibile fregio dello skyline di Belfast.

La Causeway Coast Route, che si snoda lungo la costa nord della Contea di Antrim, è una di quelle esperienze che vanno centellinate come un vecchio robusto wiskey d’annata. Non c’è angolo che non meriti una sosta, incrocio che non ispiri una deviazione. Le alte scogliere orlate dal verde intenso di prati e macchia si susseguono inframmezzate da spiagge sabbiose, valli rigogliose, isolotti.

Il vento di Scozia si percepisce nell’aria e si respira nei villaggi, s’incontra nelle facce dai sorrisi cordiali, per una terra a sé, isola nell’isola dell’isola. La contea di Antrim è ritenuta infatti un luogo a parte, come si evince anche dai cognomi, con il classico Mac a marcarne inequivocabilmente l’origine.

Carrickfergus è il primo centro importante, con le sue imponenti mura a dominare il Belfast Lought, l’insenatura naturale che si apre all’oceano. Proseguendo verso nord ecco Larne, la porta di accesso ai nove Glens of Antrim, profonde vallate di antichissima origine che giungono al mare susseguendosi in un crescendo di meraviglie fino a Bellycastle. Di fronte alla cittadina si trova l’isola di Rathlin, raggiungibile in poco meno di un’ora di traghetto, e presidiata da ben tre fari, rifugio di foche e uccelli marini, una delle riserve naturali più interessanti della North Ireland.

Di nuovo sulla costa per incontrare il luogo più famoso di tutto l’Ulster: la Giant’s Causeway, dal 1986 dichiarata patrimonio dell’umanità Unesco. Un’impalcatura composta da circa 40.000 colonne basaltiche, principalmente di forma esagonale, degrada da un’altezza di 28 metri fino al mare, come fosse un ammasso di flauti di Pan a sorgere dalle profondità della costa. Le leggende, naturalmente, si sprecano. Secondo alcune un gigante, cui vengono attribuite differenti generalità, la costruì per raggiungere la Scozia e incontrare l’amata, altre narrano di una sfida a duello con un pari, signore delle terre d’oltre mare.

Senza risolvere il dilemma, ce ne andremo paghi di tanta bellezza, perché ora anche se il viaggio è stato emozionante e un poco faticoso, vale la pena di fare ancora pochi chilometri e raggiungere il paesino di Bushmills, dove sorgono le distillerie di wiskey che vantano la licenza d’esercizio ufficiale più antica al mondo: concessione di re Giacomo I, anno 1608. Sarà la leggera ebbrezza che coglie dopo un paio di assaggi di single malt, ma guardando il cielo farsi scuro mentre una impensabile striscia rosa s’insinua ad occidente, viene voglia di rubare qualche parola a Van Morrison per regalarla all’altra, sorprendente, Irlanda: “Have I told you lately that I love you…”... continua "Irlanda del Nord: l’isola nell’isola" (Pubblicato il 28 maggio 2010) - Letture Totali 198 volte - Torna indietro



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