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Donegal, estremo Irlanda

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Donegal, estremo Irlanda, è un racconto di viaggio di di Andrea Lessona per www.ilreporter.com

Donegal, estremo Irlanda

Sito o fonte Web: www.ilreporter.com Le onde dell’Atlantico vivono di vento, si alzano violente sulle scogliere del Donegal e muoiono per tornare mare. Dalla costa ne respiro il divenire infinito, mentre il cielo basso e grigio nega l’orizzonte al bianco dei gabbiani in volo.

Li vedo librarsi e rimanere sospesi tra folate che mi schiacciano contro le rocce e mi tolgono il fiato. Vorrei liberare l’istinto, lasciarmi trasportare e capire cosa c’è Oltre. Ma la pioggia forte mi entra negli occhi, mi riga il volto e mi ridesta in un brivido.

Scendo dal costone, scivolo nel fango del sentiero e raggiungo la macchina sul piazzale. Mi siedo fradicio sul sedile e in un attimo i vetri si appannano. Riparto, ma fatico a guidare. Dal finestrino abbassato entra l’odore di salsedine. Gli occhi cercano avidi l’oceano: appare intermittente tra le case colorate di Bundoran.

Il paese è una delle famose località di villeggiatura della Contea più estrema e selvaggia d’Irlanda. Oggi sembra deserto. Lungo il litorale incontro solo una mamma e il suo bimbo correre nella pioggia furente. Mi rifugio in un chiosco sulla baia. Le mani strette a una tazza di tè caldo, gli occhi nella vetrata a guardare il cielo livido.

Sembra lo stesso, basso e intenso, che stamane si appoggiava sull’obelisco a Donegal Town. Lì, nella città che dà il nome alla seconda provincia della Repubblica Irlandese, ho incontrato la stele camminando sino al “Diamond”, la piazza principale circondata da negozi e pub.

Il monumento “vive” tra loro dal 1937: ricorda l’opera di quattro frati che trascrissero la mitologia celtica perché gli invasori inglesi non la distruggessero. “The Annals of the four Masters” ripercorre la storia dal diluvio universale sino al 1618. Alcune copie degli annali si trovano alla “National Library di Dublino”.

Così, spinto dalla curiosità, sono andato a vedere il vecchio monastero dei religiosi. Di fronte a me c’erano solo rovine. Fu Rory O’Donnel a distruggere il convento in modo accidentale durante l’assedio a una guarnigione britannica nel 1601. Ma la sua famiglia è ricordata anche e soprattutto per aver edificato il castello della città, poco lontano da qui.

Camminando verso l’edificio che svetta tra le nubi, sono passato vicino alle sponde del River Eask. Nel fiume che attraversa Donegal Town, due cigni nuotavano sereni nelle acque scure, proprio vicino all’affioramento di roccia dove sorge il maniero.

E’ uno dei più pittoreschi d’Irlanda, anche se della costruzione originale del 1474 non resta più nulla. Fu sempre Rory O’Donnel a incendiarlo, questa volta di proposito, prima che gli inglesi invadessero la zona. Poi scappò con High O’Neill in Francia, in quella che venne definita “The Flight of The Earls” (La Fuga dei Conti).

Senza più nessuna forza a presidiare l’Ulster, arrivarono migliaia di protestanti scozzesi e inglesi che occuparono le terre degli irlandesi. La loro venuta avrebbe determinato nei secoli futuri il conflitto tra le due comunità, sfociato nella Guerra di Liberazione e nei Troubles in Irlanda del Nord.

Entrare dall’ingresso basso e stretto del castello è stato come attraversare il tempo. L’ho visto aprirsi in un’altra dimensione. Mura potenti e pesanti della Casa Torre, la parte più antica dell’edificio, trattengono i ricordi di Basil Brooke che ricostruì il castello in stile giacobiano nel 1623.

Nella sala grande del primo piano spicca il camino molto elaborato su cui sono affissi gli stemmi dei Brooke e dei Leicester circondati da festoni scolpiti. Alle pareti ci sono tappeti persiani e arazzi francesi che si dividono le mura con pannelli informativi sulla storia del maniero.

Dopo aver visitato la casa padronale adiacente, simile a una magione di campagna inglese, sono uscito per le vie di Donegal camminando al fianco di case basse e colorate. Sono passato sotto alla vecchia insegna della Coach House, una volta sede del servizio delle corriere e oggi un pub, sino ad arrivare alla Chiesa Cattolica della città. Costruita in... segue "Donegal, estremo Irlanda" (Pubblicato il 09 ottobre 2009) - Letture Totali 202 volte - Torna indietro



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