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Pozuzo: terra promessa

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Racconto di viaggio nell'Amazzonia del Perù, di Gabriele Poli - Inviato il 12 gennaio 2004 da Gabriele Poli.

Pozuzo: terra promessa

Sito o fonte Web: www.magiedelleande.it 20 luglio 2000 (giovedì). Lima, finalmente. Ciò che più mi pesa ogni volta che torno in Perù è l'interminabile viaggio aereo: 15-16 ore che non passano mai. Le gambe dolgono e lo stomaco pure a causa dell'enorme quantità di cibo poco appetibile che continuo ad ingoiare automaticamente, sperando che il tempo scorra più rapido. Ormai è troppo tardi per proseguire subito il viaggio, pertanto decidiamo di sfuggire all'insopportabile clima limegno cercando rifugio in un albergo del Callao, nei pressi dell'aeroporto.

"Dai ragazze, una buona notte di riposo e poi domattina si parte. Vedrete, Pozuzo vi piacerà."



Blanca e Valeria Valicha mi guardano con gli occhi spalancati. "Sei fuori?", sbotta la mia dolce mogliettina. "Dopo tutte queste ore, credi che abbiamo voglia di sorbirci altre tribolazioni? No, caro, domattina ci alzeremo con calma e prenderemo un aereo per Arequipa."

"Ma... ", cerco di protestare.

"Niente ma", incalza Valeria, la figliola devota. "Mamma ha ragione e tu sei il solito esagerato. Poi, ad Arequipa ci aspetta il nonno e non vedo l'ora di ritrovare i miei amici".

La notte trascorre lenta e noiosa. Il cambio di stagione e il fuso orario, penso. Ma no! Blanca e Valeria russano placide. Solo io non riesco a prendere sonno. Rivoltandomi nel letto fra le lenzuola umide, rimugino senza sosta. Le mie donne hanno ragione. Il viaggio verso l'Amazzonia centrale è duro, difficile da intraprendere anche da parte di persone riposate, figuriamoci che travaglio sarebbe per noi già così provati. Le mie donne hanno ragione. Sì, però non riesco a dormire.



21 luglio 2000 (venerdì). Le otto. Mentre esco dalla doccia, ascolto i movimenti e i suoni gutturali provenienti dalla jungla della camera. Le signore si stanno stiracchiando soddisfatte ed ora pregustano una buona colazione, prima di effettuare l'ultimo balzo aereo verso la ciudad blanca. Arequipa è ad un'ora di volo. Presto forzeremo questa cappa grigia che opprime Lima e ci libreremo nel cielo, verso il sole caldo e accogliente della valle del Misti.

"Ragazze", abbozzo imbarazzato, "siete davvero decise?"

"Va bene, abbiamo capito", rispondono ridacchiando le mie fanciulle, "accompagnaci in aeroporto e poi vai, se ci tieni così tanto a cacciarti nei guai".

Un paio di jeans gualciti, qualche maglia in non migliori condizioni e poca biancheria è tutto quello che decido di portare con me dentro allo zaino già provato da altre esperienze. In Avenida Manco Càpac è ubicato il terminal della linea di autobus Chanchamayo, forse la migliore opzione per raggiungere la cittadina di La Merced, alle porte dell'Amazzonia centrale del Perù. Mentre attendo la partenza dell'automezzo che alle 11.30 mi porterà verso le Ande, non posso fare a meno di ringraziare la buona sorte. Quando giungo allo sportello della biglietteria, infatti, scopro con disappunto che tutti i posti del bus risultano prenotati da giorni, però, conoscendo come vanno le cose in questa parte del mondo, non desisto. Sorrido teneramente alla bigliettaia. Inutile. Provo a disperare.

"Pero, señor, que puedo hacer? No hay campo, les digo."

Mi invento che la famiglia mi sta aspettando, che non la vedo da troppo tempo, che non posso attendere oltre.

"Està bién, señor, si usted quiere abrìa un campito en el fondo del omnibus, pero no se si podrà acomodarse allì, con su tamaño."

Evviva! Si parte. Il mio sedile si trova in ultima fila, giusto in mezzo al corridoio. È un sedile per bambini che non può in alcuno modo ospitare il mio fondoschiena, però confido nel buon cuore del secondo autista e nella comprensione di qualche compagno di viaggio. È fatta. Una tenera vecchietta, piccola ed esile, accetta di cambiare il mio posto col suo, evitandomi otto ore di sofferenza seduto sul pavimento.

Chosica... Matucana.... si inizia a salire la dorsale andina. continua "Pozuzo: terra promessa" (Pubblicato il 12 gennaio 2004) - Letture Totali 63 volte - Torna indietro



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