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Elogio dei piedi

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Mi calo velocemente nei panni di Alberto Angela nel dirvi che, se aveste la pazienza di seguirmi, vi mostrerei il racconto del mio viaggio (un viaggio un po' wild, zaino in spalla, che ho fatto da sola) in Borneo pubblicato quasi giorno per giorno sul mio blog www.borneotobewild.wordpress.com, una finestra quitidiana sul paese che attraversavo di giorno in giorno..., di Luisa Costa (costaluisa@msn.com)

Elogio dei piedi

Sito o fonte Web: www.borneotobewild.wordpress.com Questa citta’ ha un servizio di mezzi pubblici facile e comodo da usare, ma questa mattina mi muovo a piedi. Le Petronas svettano alte in mezzo alla citta’, saranno il mio punto di riferimento, oltre che la prima tappa della giornata. Ad occhio disteranno 30 minuti da China Town. Gonnellina rosa, ciabattine e posso partire. Non avendo grandi capacita’ di orientamento, so che sarebbe inutile camminare con la cartina davanti al naso, finirei anche per perdermi quello che avviene attorno. Punto alle torri e chiedo ai simpatici malesiani tanto gentili. Sono gia’ abbastanza stanca, non ho chiuso occhio a causa del fuso e dei voli. Una giornata intera in giro a piedi sara’ la panacea di tutti i mali e proprio i miei piedi mi porteranno dritti nel regno di Morfeo a sera. Tra l’altro proprio piedi sono, tra la membra, quelle che mi fanno piu’ simpatia. Senza di loro saremmo dei moncherini attaccati al suolo. Ci danno equilibrio e ci permettono di spostarci. I cinesi cono convinti che tutti gli organi del corpo si controllano dai piedi, dal cuore ai polmoni, dagli intestini al fegato. Basta conoscere i punti da toccare. C’e’ poi chi scrive, dipinge, mangia con i piedi. Entro in tutti i templi e le moschee che trovo per strada, ad ogni ingresso un simpatico addetto mi ritira le scarpe, consegnandomi un bigliettino scritto a mano per il ritiro. Il “deposito”scarpe si trova di solito a tre, quattro metri buoni dall’ ingresso, cosi’ saltello allegra sul marciapiede, sempre bagnato anche se non piove, ripensando ai noti amici a quattro zampe della sera prima. Le scarpe si tolgono per lasciar fuori tutte le impurita’ che appartengono al mondo terreno in senso stretto. A me in realta’ piace pensare che togliersi le scape serva anche ad agevolare il contatto con il divino. Come se la suola di una scarpa possa fare da isolante, come per i fulmini, ad Allah o Krishna. Il tuo piede nudo a contatto con il freddo marmo. Lode al marmo che e’ per eccellenza il materiale usato per pavimentare e costruire luoghi sacri. Conferisce ai luoghi di culto, che siano chiese, moschee, templi o anche cimiteri, austerità ed imponenza, rendendoli immortali. E come se non bastasse e’ un materiale plasmabile con gli strumenti più diversi, dallo scalpello alle frese delle macchine più sofisticate. Io preferisco di gran lunga il marmo, al vetro e all’acciaio con cui sono costruite le Petronas . Avete gia’ capito che non nutro molta simpatia per le due torri. Credo che il motivo principale riguardi il fatto che ospitano la direzione generale della Petronas, che e’ la societa’ nazionale del petrolio e del gas. In Malesia il petrolio rappresenta il 20% dell’economia nazionale ma e’ assolutamente evidente come il paese punti in modo deciso a rafforzare, incentivare e sfruttarne la produzione. All’interno delle due torri, su una parete del piano piu’ alto, il 46esimo, campeggia enorme lo slogan: A Fully Developed Industrialized Nation by 2020. E sotto questo poster:

Se a me un Primo Ministro dicesse che il Pirellone rappresenta l’orgoglio nazionale… qualche remora l’avrei, ma sono sicura che anche i malesiani ne hanno, perche’ il tenore di vita della gente comune e’ lontano anni luce dall’ opulenza delle Petronas. Non siamo negli Emirati Arabi. Ma soprattutto, dove lo vanno a prendere il petrolio? nel Sabah e nel Sandakan, cioe’ nel Borneo. Quello che dovrebbe rimanere un paradiso naturale immacolato, un polmone verde che garantisce la sopravvivenza delle ultime specie di tantissime razze sulla soglia dell’estinzione. Un paese come la Malesia dovrebbe vivere anche e soprattutto di turismo, tutelando il patrimonio verde e zoologico. Le Petronas mi hanno pure dato il due di picche, ci sono arivata alle 10.30 e mi hanno dato appuntamento per le 15.00. Io dal 6 di agosto sono nel Borneo, se vedo delle porcherie a base di petrolio, mi incateno al cancello della Petronas. Concedetemi questo sfogo sinistroide un po’ vintage, animal-ecologista, ambientalista. Dopo le Petronas per ritrovare la serenita’, giretto a Little India e cena da Yusoof Dan Zakhir Sdn Bhd, se non sapete chi e,’ siete out. E’ lo Specialist del Muslim Food e in consolle mette il cicciobombo dei Take That che canta Back for good. Questo e’ un chiaro segnale che la sfiga e’ con te. Sono corsa ai ripari e ho deciso per un sacrificio in favore dei miei piedi che mi regalano il piacere di vedere tanti posti da mattina a sera. Li ho portati in una fish spa. Sacrificai due euro e il rito ebbe inizio.

Adesso scusate, ma ho un cavolo di ingegnere informatico di Hong Kong, che mi chiede delle prestazioni di questo pc da circa 45 minuti. Ganesh infondimi la pazienza che mi manca! Un abbraccio (Pubblicato il 03 settembre 2012) - Letture Totali 208 volte - Torna indietro



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