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Interviste Marocchine

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Un racconto di viaggio sul Marocco dal taglio un po' diverso dal solito, visto con gli occhi della gente marocchina, di Laura Barile - Inviato il 04 maggio 2004 da Laura Barile.

Interviste Marocchine

Non ho la pretesa di affermare di essere riuscita a cogliere l’anima più autentica e genuina del Marocco e delle sue genti nel corso del troppo breve viaggio che mi ha portata a scoprire alcuni angoli del Sud di questo affascinante Paese. Sono comunque molto contenta di avere avuto la possibilità di scambiare qualche parola con persone diverse, diverse tra loro e diverse da me, che mi hanno in qualche modo aperto gli occhi su taluni aspetti della loro realtà.



Il mio primo approccio con il Marocco è avvenuto a Marrakech, una città a mio avviso molto viva e dinamica, interessante da un punto di vista artistico e culturale, stimolante sul piano umano e piena di contrasti: ci sono palazzi silenziosi e freschi dove sembrano rivivere i fasti del passato accanto a strade trafficatissime, molto sporche e affollate di gente che procede disordinatamente a piedi, in motorino, in bici, sul calesse, in taxi o a dorso di mulo. C’è la medersa Ben Youssef, candida e meditativa, proprio al centro della medina e del suo labirintico brulicare di botteghe, di stradine strette e buie, di merci variopinte e di odori speziati.

Io non sono d’accordo con chi sostiene che Marrakech, e soprattutto la sua piazza Djemaa el Fna, siano un immenso palcoscenico circense a uso e consumo di turisti sprovveduti alla ricerca di un po’ di esotismo spicciolo: è vero che la piazza è piena di incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmie, sedicenti maghi, tatuatori, cavadenti e acquaioli, ma queste figure, dietro alle loro maschere "di scena", sono persone vere che hanno trovato un modo originale e tutto sommato poco faticoso per guadagnarsi da vivere. Inoltre, la piazza, soprattutto dopo il tramonto, è molto frequentata dai marraquiti che si riuniscono per cenare attorno alle numerose bancarelle dove vengono cucinati e serviti all’istante pesci, spiedini di carne, dolci, frutta, cous-cous, stufati…



Oltre a Marrakech ho avuto occasione di valicare l’Alto Atlante e di inoltrarmi nel profondo Sud del Paese tra altipiani dove crescono solo le acacie e i tamerici, morbide dune di sabbia rossiccia, gole rocciose e fertili palmeti. Il deserto è stato un ingrediente fondamentale di questo viaggio perché è un luogo che mi ha sempre ispirato serenità, invito alla riflessione e attrazione magnetica.

Mi piace passeggiare sulle pietraie ascoltando solo il rumore dei miei passi, arrampicarmi faticosamente sulle dune sentendo il cuore che pulsa sotto le tempie, fare scorrere nelle mani manciate di sabbia pesante, asciuttissima e densa, raccogliere sassolini dalle sfumature rosso-mattone, violacee o grigie e contemplare uno spazio che sembra non avere fine. Un giorno, dopo avere percorso un’infinità di kilometri senza mai incontrare un villaggio, abbiamo scorto un gruppo di case disposte ai due lati della strada e abbiamo fatto una sosta in un minuscolo bar, commentando con il proprietario su quanto fosse affollato e pieno di vita il paesino; lui ci ha risposto "Quando si viaggia a lungo nel deserto anche un villaggio piccolissimo come questo sembra grande e caotico". Lezione di vita.

Ovviamente il deserto è anche sofferenza e privazione, come ci ha confermato il ragazzo che ci ha accompagnati a piedi nella camminata sulle dune: "Io facevo parte di una tribù di pastori semi-nomadi che si spostavano d’estate sugli altipiani e d’inverno ai margini del deserto sabbioso. Purtroppo, qui non piove dal 1999 e le nostre capre un po’ alla volta sono morte. Oggi io e la mia famiglia viviamo in un villaggio a circa 20 Km da qui, dove però non c’è molto lavoro.



Mio padre raccoglie e leviga le pietre fossili che si trovano in abbondanza nel deserto, mentre io lavoro soprattutto con i turisti, accompagnandoli nelle loro escursioni sulle dune a piedi o con il dromedario". continua " Interviste Marocchine" (Pubblicato il 04 maggio 2004) - Letture Totali 169 volte - Torna indietro



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