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Il mio viaggio in Africa

Racconti e Articoli di Viaggio

Namibia, Botswana e Zimbabwe visti attraverso gli occhi di un bambino di nove anni, di Hermes Mereghetti - Inviato il 12 gennaio 2004 da Giovanni Mereghetti.

Il mio viaggio in Africa

Sito o fonte Web: www.giovannimereghetti.com Sono un bambino di nove anni e questo che vi racconto è il mio primo diario di viaggio che ho scritto durante le vacanze trascorse con mamma e papà in Africa australe. Ogni sera, in albergo o in campeggio, mi sono impegnato scrivendo tutto quello che mi ricordavo e tutto ciò che mi aveva colpito. E’ stato impegnativo ma alla fine, quando la mia maestra Donata lo ha letto e mi ha scritto un bel bravissimo con tre punti esclamativi, per me è stata una grande soddisfazione che non dimenticherò mai.



4 agosto 2001 "Il lungo volo aereo" Dopo il check-in finalmente si parte per il primo volo aereo verso Londra. Sull’aereo il tempo passa in un battibaleno. Quando arriviamo a Londra e prendiamo l’autobus per andare in un altro aeroporto, piove a dirotto, sembra inverno. Dopo una lunga attesa nella sala passeggeri finalmente si decolla verso Harare. Il volo dura dodici ore, tra uno spuntino e una dormita riesco a sopravvivere alla noia.

Il lungo viaggio non finisce qui, infatti dovrò prendere un altro aereo per Johannesbourg. Purtroppo all’arrivo troviamo una brutta sorpresa: i bagagli con tutti i nostri vestiti non ci sono. Passiamo il pomeriggio e la sera cercando di capire che fine hanno fatto i nostri zaini e la nostra tenda, ma per avere una risposta dovremo aspettare domani. Fortunatamente la mattina seguente troviamo tutta la nostra roba all’ufficio bagagli smarriti dell’aeroporto. Per fortuna!!! Ora il nostro viaggio in Africa può iniziare.

6 agosto 2001 "Attraverso il Sud Africa verso la Namibia" Partiamo verso metà mattina da Johannesbourg e ci dirigiamo verso i territori del nord. Attraversiamo la periferia e seguiamo le indicazioni per Soweto. Ai bordi della strada si vedono moltissime baracche di lamiera. Mio papà mi dice che sono abitate dalle persone povere del Sud Africa e di solito sono neri. In questa parte dell’Africa vivono anche molti bianchi, ma non vanno molto d’accordo con i neri. Quando lasciamo la grande città il paesaggio diventa noioso e io mi addormento sul sedile posteriore dell'auto presa a noleggio.



Mio papà, quando mi sveglio, mi dice che il paesaggio sarà sempre così fino al parco di Augrabies dove una bella cascata ci farà sognare. Quando arriviamo al campeggio montiamo la nostra tenda e prepariamo subito la cena, siamo tutti molto affamati e stanchi. Appena finiamo di mangiare ci ritiriamo subito nella tenda in cerca di un po’ di caldo. Non passa molto tempo e ci addormentiamo nei nostri sacchi a pelo.

8 agosto 2001 "Namibia" La prima tappa in Namibia è l’oasi artificiale di Ais Ais. In questo piccolo paesino c’è una sorgente di acqua calda. Io non ci penso neanche un po’ e mi faccio un bel tuffo. Ais Ais è anche il punto di partenza per esplorare il Fish River Canyon. Questo posto è molto bello e durante la sosta faccio molte fotografie. Prima di fermarci per la notte visitiamo una foresta con strani alberi che vivono solo in Namibia. Nel campeggio ci sono anche due ghepardi rinchiusi in una gabbia.

Dopo una bella notte passata nel calduccio del mio sacco a pelo, si riparte verso il castello di Duwisibis. La strada che percorriamo è sterrata e in certi punti ci sono buche profonde. Durante questo tragitto incontriamo un ragazzo olandese che sta facendo il giro del mondo in bicicletta. Quando arriviamo al castello montiamo la nostra tenda sotto una enorme acacia. Subito dopo il tramonto accendiamo il fuoco e ci cuciniamo quattro bistecche con l’osso. Il resto della serata lo passiamo guardando il bellissimo cielo stellato dell’Africa.

11 agosto 2001 "Dal castello a Swakopmound" Smontiamo la nostra tenda subito dopo l’alba. Dopo una veloce colazione partiamo subito per le dune di Sossoulvlei. La pista è terribile, a tratti c’è la ghiaia e poi, di colpo, si trova la sabbia che fa sbandare l’auto. Bisogna guidare con molta attenzione per non rischiare di fare brutti incidenti.

Le dune di questo deserto sono molto alte e io mi diverto a salire sulla cima per poi tuffarmi dove sono più ripide. Anche se la sabbia entra sotto i vestiti l’emozione è grande. Dopo aver raccolto un po’ di sabbia per la mia collezione riprendiamo il viaggio su una pista di terra battuta. Ormai è quasi sera e dobbiamo cercare un posto dove passare la notte. Dopo qualche chilometro troviamo una fattoria con alcuni spazi dove si possono montare le tende. Purtroppo soffia un forte vento e il montaggio della tenda è più difficile del solito. La notte, come al solito, la passo al calduccio del mio sacco a pelo. Suona presto la sveglia di papà, fa molto freddo e smontare il campo è faticoso.

Oggi il percorso è difficile, dovremo attraversare le montagne e scendere verso l’oceano percorrendo le solite strade sterrate. L’auto vibra in continuazione e io mi addormento fino a Swakopmound. In questa città ci fermiamo per due notti ospitati da una famiglia inglese. La città è molto bella, ci sono molti divertimenti e molti negozi. Però, come sempre i bianchi vivono nelle case belle vicino al mare e i neri in una zona brutta, nelle baracche. Io penso che tutto questo non è giusto. continua "Il mio viaggio in Africa" (Pubblicato il 12 gennaio 2004) - Letture Totali 205 volte - Torna indietro

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