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Adelaide (pronuncia Ad’leid)

Racconti e Articoli di Viaggio

Adelaide, South Australia: impressioni di Viaggio di Diana Atlante e Roberto Fiume - Inviato il 09 novembre 2006 da Diana e Roberto.

Adelaide (pronuncia Ad’leid)

Abitanti: 1.100.000. Stato: South Australia. Città di squisita armonia, economicamente florida, Adelaide ha un aspetto mediterraneo, grazie alla numerosa presenza di greci ed italiani. Rilassata, raffinata, ma con allo stesso tempo una scena artistica, anche alternativa, molto vivace ed attiva. Il suo fascino è accresciuto dall’essere collocata magnificamente: il centro storico, una ventina di isolati, in tutto è circondato sui quattro lati da un enorme parco grande almeno quattro volte il centro stesso. Attorno alla città, una splendida cornice di colline.

Adelaide è l’estremo Sud della mitica Stuart Hy, la strada che attraversa 3400 chilometri di nulla prima di giungere a Darwin, all'estremo nord. Adelaide è stracolma di costruzioni in stile coloniale, Far West. Le starde sono ampie. L'atmosfera è quieta.

Ad Adelaide, sedersi all’aperto a sorseggiare una bibita, un caffè, è un must qui battezzato "alfresco", in italiano, nome ricavato dritto dritto dalla numerosa comunità italiana, che qui – come in tutta l’Australia – ha "colonizzato" il palato della popolazione. le strade del centro traboccano di gente seduta ai tavolini.



Qui trovi anche gli Oyster bar, dove servono ostriche grosse come frittelle ad una cifra ridicola. Appese alle pareti, le foto e i nomi dei campioni "mangiatori di ostriche": cifre pazzesche come 30 dozzine e oltre. Noi siamo arrivati a 32 (non dozzine!) in tre giorni e siamo stati male, ma è impossibile resistere a tanta bontà.

La sera del sabato, in King William St, il cuore del cuore di Adelaide, si assiste al rito delle "vasche". Non si contano le volte che le stesse macchine attraversano il corso, e parliamo di limousine pazzesche, lunghe almeno tre volte le nostre utilitarie, di ogni colore dal panna al bianco, al nero, passando per rossi temerari.

Abbiamo visitato Tandanya, il Centro Nazionale di Cultura Aborigena, amministrato e controllato dagli Aborigeni, che sono riusciti, dopo 15 anni di pressione, ad ottenere questo spazio. Un vero punto di riferimento, gestito con serietà dalle nuove generazioni, con una ampia galleria d’arte. Abbiamo visitato anche l’Experimental Art Foundation, il primo spazio di arte alternativa in Australia finanziato dal governo.



Oltre a visitare la galleria, al piano superiore si può assistere all’atto creativo, alle forme e ai colori che nascono dalle mani di giovani talenti spesso alternativi. I risultati sono sorprendenti. Un piccolo, strano, gioiello è il giardino giapponese. Sotto la tettoia, in un giorno di pioggia, di fronte al giardino di meditazione in pietra ci sentiamo per un momento altrove.

C’è un sistema infallibile per straziarsi l’anima ad Adelaide, ed è visitare il museo dell’immigrazione che ripercorrere il viaggio via mare degli avi dei nostri compatrioti in Australia.

C'è tutto: le condizioni allucinanti, gli oggetti che si portavano da casa, lettere piene di aspettative, foto delle prime attività italiane, con tanto di macchina da caffé fatta arrivare dall’Italia... L’ultima sera, ci siamo spostati verso il nord della città, per andare in un ristorante, certo Zambracca, in cui si supponeva di poter mangiare anche cucina cajun. Non che noi si sia degli esperti in materia cajun, ma il cibo era buono e il vino profumato. I gestori parlavano un italiano stentato, ma erano vivaci, attenti e cordiali: sono arrivati persino a farci pagare la metà la bottiglia di vino, perché non era abbastanza fresco.

Dopo cena, ci siamo seduti ad un tavolino all’aperto a fumare. L’aria era quasi fredda, ma noi non la sentivamo, riscaldati dal calore "zambracchiano" appena lasciato. Così abbiamo salutato Adelaide, una città talmente civile da apparire quasi futuribile. Deliziosa, vivace, gradevole, intelligente piccola città. Dopo di lei, l’immenso e aspro deserto.

Forse non è un caso che lei sia lì, pronta a coccolarti, prima del grande balzo nel nulla. (Pubblicato il 09 novembre 2006) - Letture Totali 68 volte - Torna indietro



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