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Thailandia: leggere le avvertenze prima dell’uso...

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Thailandia: quaderni di viaggio di Marcella Vinciguerra - Inviato il 14 gennaio 2004 da Marcella Vinciguerra.

Thailandia: leggere le avvertenze prima dell’uso...

Mai stata in Thailandia sino ad ora. Mai neanche in Asia. Eppure è proprio da qui che parte il mio Giro del Mondo, nella Terra dei Sorrisi.

Bangkok. Prima impressione:incubo.

Ko Chang. Seconda impressione: paradiso.

Chang Mai. Terza impressione: nonsoloisole.

Phi Phi Island: Leggere le Avvertenze prima dell’uso.

Perche la Thailandia può essere un cocktail dolce e sinuoso, da assaporare lentamente e chiedere il bis, ma anche uno shot d’alcool etilico che ti manda fuori di testa, ti fa sudare e ti fa venir voglia di vomitare, ma andiamo con ordine perchè le prime impressioni, si sa, ingannano.

Arrivata a Bangkok, dritta dritta dalla caotica Milano, mi ritrovo bloccata in mezzo al traffico in una nuvola di smog densa e appiccicaticcia. Il bel faccione del Re, nella dorata gigantografia accanto, mi guarda sornione: "Benvenuta nellaTerra dei sorrisi". Già. Per le strade miriadi di bancarelle, marciapiedi iperaffolati, fiori e monaci. Vicino a Kao San Road, la mecca dei saccopelisti, le Guest House a pochi dollari a notte si accavallano l’una sull’altra. Ne scelgo una in una tranquilla stradina laterale, seguendo i consigli dell’immancabile guida turistica.

Non ho voglia di città e mi bastano 2 giorni per: rimanere fregata dal taxista di un tuk tuk che mi scarica in uno dei negozi di gioielli convenzionati e che mi molla in mezzo alla strada perchè mi sono trattenuta solo 5 minuti anzichè 10 (il minimo per prendersi una commissione); essere fucilata dallo sguardo di un monaco buddista per essermi avvicinata troppo; farmi prendere dalla frenesia di comprare tutto quello che è nuovo, purchè inutile. Meglio scappare in un’isola deserta: Ko Chang, a sole 5 ore di mini autobus dalla Capitale, è semi-deserta perchè ottobre è la stagione delle piogge.

Bungalow sulla spiaggia, mare limpido e pullulante di vita, palme da cocco, isolotti verdi che incorniciano il bel quadretto... ahhhhh, adesso sì che riconosco la Thailandia delle belle cartoline illustrate. Mi sento meglio ed inizio ad assaporare il Viaggio partendo, naturalmente, dal cibo. La cucina thailandese è fantastica. Persino un italiano vero (spaghetti, pizza e caffè) può apprezzare i mille sapori e colori di questa ridente cucina. C’è tutto e in abbondanza. Resto folgorata da: green curry chicken (pollo al curry verde addolcito con latte di cocco), coconut soup with lemon grass (una sublime miscela agro dolce in cui affogano funghi, bambù e verdure varie), patthai noodles(il piatto tipico: spaghetti piatti di riso saltati con germogli di soia, uova, tofu, gamberetti e spolverati da noccioline tostate, un pizzico di zucchero e una spruzzata di limone). Ma c’è tempo per parlare di cibo. Il bello deve ancora arrivare. Lasciata a malincuore la verde isola ritorno a Bangkok, che mi sembra ora più vivibile forse perchè riconosco l’omino che per strada ti pesa i panni da lavare e te la ridà belli pulita e profumati la sera stessa, forse perchè mi incuriosisce districarmi tra una bancarella e l’altra e scoprire come vive la gente locale, forse perchè non mi lascio più fregare dall’uomo gentile che che mi fa credere che il Gran Palace sia chiuso per prendere invece un tuk tuk "amico".

E questa volta al Gran Palace ci vado e resto estasiata dai tetti colorati dalle guglie dorate dei templi, dalle fini decorazioni, da quest’arte così diversa e lontana dalla nostra tradizione. I fedeli si prostrano al Buddha offrendogli incensi e fiori, noncuranti delle centinaia di turisti che scattano fotografie. Bangkok: mi piace. Voglio capire un pò di più la cultura thailandese, quindi mi dirigo verso Nord, nell’antica capitale, Ayutthaia, a soli 60 km da Bangkok. E giuro che non mi lamenterò mai più dei treni locali italiani. Ogni 5 minuti una fermata, un assalto di venditori ambulanti, un caldo soffocante. Ma ne vale la pena, perchè ad Ayutthaia respiro la storia di un Paese a me ancora ignoto. Il buddismo è parte integrante sia della storia che della vita quotidiana. Non mancano in ogni angolo della cittadina templi antichi e più recenti per venerare il Buddha. Com’è bello, il Buddha, tutto sorridente, appagato, felice. Emana bontà da tutti i pori. Ed io non posso fare a meno di imitare i fedeli e accovacciarmi di fronte, facendo attenzione a mantenere i piedi rivolti all’indietro e, in silenzio, godermi la Pace.

La Thailandia mi sta piacendo ogni giorno di più e un pò mi innervosisco al pensiero di tutti quegli occidentali che vengono in questo Paese solare per appagare i loro desideri carnali, tra un cocktail e un tuffo in piscina. I thailandesi sono cordiali, disponibili e il sopruso dell’occidente nei loro confronti mi disgusta. Anche a Chang Mai, che raggiungo dopo 10 ore, cullata dolcemente da un modernissimo e confortevole treno notturno (e qui l’Italia dovrebbe imparare…), è facile imbattersi nel risultato di tale leggerezza, e business. Locali notturni pieni di belle ragazzine in corpicini affusolati, centri per massaggi "speciali", insegne dubbiose. Ma attenzione! E' possibile ignorare tutto ciò e godersi appieno tutto quello che offre la bella città nord thailandese: il Night Bazar, imperdibile per gli amanti dello shopping sfrenato; la visita a Doi Suthep, il tempio che sovrasta Chang Mai dall’alto di una collina; i mille ristoranti che popolano le strade del centro; il trekking e le escursioni ai villaggi tradizionali.

Io l’ho fatto, il trekking. E nonostante la caduta fantozziana in un fiume e i mille bubboni provocati dalle zanzare, è stata un’esperienza magnifica. Camminare tra i campi di riso, meravigliarsi per la forza di un elefante che sradica un bambù, dormire sul pavimento di una capanna Karen con i rumori della giungla che ti fan da ninna nanna, lavarsi in un fiume e mangiare intorno al fuoco. Lontano dalla civiltà, lontano da tutti i problemi del Mondo, immersi nel verde rigoglioso, ci si dimentica presto di telefonini, televisione e computer. Se poi si vuole proprio esagerare, c’è il corso di cucina Thailandese. E chi se lo lascia scappare?? Uno chef locale ti porta al mercato, ti spiega e dà un nome a tutte quelle strambe verdure che hai mangiato finora e non hai mai capito cosa fossero. E finalmente ti illumini quando capisci cos’è realmente il latte di cocco. NO, non è il liquido contenuto nella noce di cocco. Risposta sbagliata. Il cocco viene prima macinato e la poltiglia così ottenuta viene inserita in un ulteriore macchinario che la spreme a dovere per ben due volte. Il primo liquido che si ottiene è la crema di cocco, densa e oleosa; il secondo è latte di cocco, semi-trasparente e pressochè insapore.

Una volta comprati gli ingredienti si cucina e poi si mangia fino a scoppiare. Che sodisfazione. Aumenta il punteggio a favore della Thailandia, che vacilla però quando, ritornata dopo due mesi di vagabondaggio in Laos, Vietnam e Cambogia, mi spingo verso Sud, verso le isole, le famose, super fotografate e reclamizzate isole thailandesi. Intendiamoci, meravigliose sono meravigliose, anzi spettacolari. Ma è Dicembre e la stagione delle piogge si è trasformata in Alta Stagione. Certa di trovare a Phi Phi Island (sì, l’isola di 007!) il paradiso perduto a Ko Chang, mi sobbarco 13 ore di treno notturno, 3 ore di autobus per Krabi e un’ora e mezzo di battello per trovarmi invece in un inferno di turisti assatanati. Quasi tutte le sistemazioni sono al completo. Decine di imbarcazioni puzzolenti a motore - rumorosissimo - fanno da spola dal molo alle spiagge e la musica ad alto volume distrugge definitivamente l’idea di paradiso solitario. Negozi, uffici turistici, uffici cambio e ristoranti hanno sostituito il villaggetto di pescatori preesistente. Che fare? Semplice, affittare una barchetta e visitare le spiagge più remote dell’isola a farfalla, oppure passare la giornata in una delle tante isololette che circondano Phi Phi. Ritrovo il buonumore in lunghi bagni nelle acque cristalline, tra mille pesci colorati. E quando, al nascere del sole, mi ritorvo al View Point sulla sommità dell’isola per ammirarne tutta le bellezze, mi dico, appagata: "Thailandia, efficace antistress da assaporare lentamente. Leggere le Avvertenze prima dell’uso." (Pubblicato il 14 gennaio 2004) - Letture Totali 20 volte - Torna indietro

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