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Ciad. Incontro con una donna straordinaria

Commercio equosolidale, Solidarietà, Onlus

Marguerite, detta Maguì, originaria di Grenoble, medico, vive a Bekamba, Ciad, da 24 anni e da 24 anni abita in una capanna ciadiana, con una sola piccola stanza, tetto in paglia. Niente luce, niente acqua corrente. Niente cucina. Niente bagno. Una latrina in giardino, tra tanti alberi piantati da lei nel terreno avuto dal villaggio... - Inviato il 09 febbraio 2005 da Silvia_Montevecchi.

Ciad. Commercio equosolidale, Solidariet�, Onlus

Marguerite, detta Maguì, originaria di Grenoble, medico, vive a Bekamba, Ciad, da 24 anni e da 24 anni abita in una capanna ciadiana, con una sola piccola stanza, tetto in paglia. Niente luce, niente acqua corrente. Niente cucina. Niente bagno. Una latrina in giardino, tra tanti alberi piantati da lei nel terreno avuto dal villaggio.

"Sono vicina a tutte le mie infermiere. Abitano tutte qui intorno. Lavoriamo insieme da più di 20 anni. .....Loro non hanno la luce, perché dovrei averla io? Non ho lasciato la Francia per cercare qui le stesse cose che avevo là ! ...Padre Corti diventa pazzo con me! Vedi? ha voluto mettermi qui un pannello solare. Ma io mi vergogno! Non ho bisogno di questo pannello solare! Se le mie infermiere avessero la luce, allora sì. Ma loro non ce l'hanno, e io voglio vivere come loro! Io sono felice così."

Il progetto fa parte de "UNA SCUOLA PER TUTTI I BAMBINI !", curato da Acra con finanziamento del Ministero Affari Esteri.

Il progetto

Il Ciad è un paese molto vasto (4 volte l'Italia, per avere un'idea), molto ricco e molto povero al contempo. Per anni sventrato da guerre interne, i cui effetti si sentono ancora, ben concreti, anche dopo anni di relativa pace.

I servizi sociali sono estremamente scarsi, soprattutto nelle zone rurali, e tra essi naturalmente le scuole. Sono poche, pochissime. E non sono aumentate negli ultimi anni tanto quanto è aumentato il numero dei bambini (perché fortunatamente, la qualità della vita è migliorata, ed è diminuita la mortalità infantile).

In tutto il paese, da decenni, i genitori di vaste zone rurali, estremamente povere sul piano della disponibilità di valuta, hanno costituito associazioni per l'organizzazione e l'autogestione di scuole primarie, proprio per questo dette "comunitarie". Non sono scuole statali. Appartengono alla comunità. Sono i genitori che pagano un minimo annuo per garantire uno stipendio (anch'esso minimo) agli insegnanti. Questi a loro volta sono scelti tra la popolazione locale, tra coloro che hanno un livello di istruzione almeno sufficiente per insegnare ai bambini il francese e la matematica. Non sono quindi persone formate per fare i maestri. Non hanno quasi nessuna nozione pedagogica, di psicologia o di didattica. Tentano semplicemente di dare ai bambini le loro conoscenze.

Queste scuole rappresentano attualmente il 30% della formazione di base fornita ai bambini del Ciad. Il 7% è fornito da scuole private, confessionali o no, e il resto dallo stato. Il tutto in ogni caso non copre il fabbisogno nazionale, e molte zone sono ancora senza scuole.

Da tempo vi sono enti diversi (le missioni cattoliche in particolare, con il supporto di Ong e organizzazioni internazionali come Unione Europea) che cercano di aiutare le associazioni dei genitori e queste scuole a vivere e a migliorarsi. E anche il governo ciadiano negli ultimi anni ha creato delle strutture di supporto alle scuole comunitarie, perché possano aumentare la qualità del servizio offerto ai bambini. Un bel progetto di formazione degli insegnanti comunitari si svolge in alcune regioni del paese anche con il supporto di Unicef-Ciad, che ha redatto una serie di strumenti di formazione per i maestri. In generale, il Ministero dell'educazione nazionale sta facendo un lavoro enorme sul piano della ridefinizione dei programmi educativi per le scuole del paese, e la realizzazione di testi aggiornati per i bambini delle scuole elementari, che devono fra l'altro affrontare il problema del plurilinguismo. Le lingue nazionali in Ciad sono il francese e l'arabo ciadiano, ma ogni bambino parla la lingua madre della propria etnia (e le etnie sono tante, le lingue circa 200). Quindi ogni bimbo che affronta la prima elementare, si trova a dover apprendere una nuova lingua, per poter imparare a scrivere.

In questo quadro si colloca anche il progetto di Acra (Associazione per la cooperazione rurale in Africa) con il sostegno finanziario del Ministero degli Esteri italiano, Dipartimento per la Cooperazione Internazionale. E' un piccolo progetto, ma che spera comunque di poter dare un buon contributo - in termini qualitativi più che quantitativi - per il miglioramento dell'istruzione offerta dalle scuole comunitarie in 4 villaggi.

Obietti e attività del progetto

Il progetto di Acra mira a sostenere le scuole comunitarie di 4 villaggi in3 regioni del paese: Mayo Kebbi, Moyen Chari, a sud e Guera, a est di N'Djamena .

Questo sostegno prevede: la costruzione di 12 edifici e l'arredamento di 36 classi in 3 anni; la fornitura di materiale didattico (quaderni, biro, matite, lavagnette...) a 2000 bambini l'anno; la realizzazione di materiale didattico adatto all'ambiente, per bambini e insegnanti; corsi di formazione e aggiornamento per maestri; particolare enfasi sull'insegnamento dell'agricoltura e della lingua madre; fornitura di materiale per la coltivazione dei campi della scuola; formazione in management per i gruppi delle APE, Associations Parents d'Elèves (Pubblicato il 09 febbraio 2005) - Letture Totali 156 volte - Torna indietro



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