Natale e Capodanno in Oman


Inserito il: 29/02/2004 da Simona Portaluppi
Email: Simona.Portaluppi@AZZURRAair.it
Sito web: http://www.viaggiatorionline.com/profile.asp?id=Simona+Portaluppi
Letto 7866 volte

 Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire

La spiaggia di Qurm è molto tranquilla. Costeggiata da una passeggiata in asfalto accanto alla strada costiera, frequentatissima durante i giorni festivi e all’imbrunire, quando gruppi di uomini e famiglie passeggiano o siedono sulle panchine in legno all’ombra delle palme a godersi la quiete e lo spettacolo del tramonto. Al pomeriggio le acque incominciano a ritirarsi fino a raggiungere l’apice della bassa marea poco prima che scenda il sole, allora i bambini corrono sulla poltiglia di sabbia bagnata che emerge e i pescatori ormeggiano le loro barche e disfano le reti. Dall'hotel possimo accedere alla spiaggia, ma essendo pubblica non me la sento di indossare il bikini. Oltretutto, l’acqua è fredda e le poche persone che vedo immergersi sono uomini, tutti vestiti dalla testa ai piedi. Insomma, Muscat non è certo rinomata per le spiagge... Dicono che si debba andare al sud, verso Salahla, dove il clima è più umido e il paesaggio è decisamente tropicale, ma io non sono venuta fin qui per fare vita da spiaggia, bensì per visitare ciò che di bello ha da offrire questa terra arida del nord costituita per lo più da rocce e deserto.

In taxi andiamo a Mutrah, le cui maggiori attrazioni sono il suq e il castello. Quest’ultimo è molto suggestivo, soprattutto con il buio della notte, quando i faretti illuminano la cima della montagna sulla quale si erge. Si tratta di una fortificazione edificata dai portoghesi che dominarono a lungo questa terra, lasciando testimonianze un po’ dappertutto. Montagne molto basse, di color ocra, circondano la città e terminano accanto al mare. Il suq è molto frequentato, e vi si trovano tutti i prodotti locali per turisti: oggettistica in argento, dipinti, brocche, pashmine, scrigni, incensi, pelouches di cammelli che cantano in arabo e il magnifico khanjar, il coltello ricurvo nella custodia che è raffigurato sulla bandiera dell’Oman. E’ molto bello, probabilmente il miglior souvenir che si possa comprare, ma penso che sia piuttosto rischioso presentarsi in aeroporto con un arma di questo tipo e l’idea di doverlo abbandonare al check in mi fa desistere. Attraverso il suq si giunge sulla Corniche, una lunga camminata lungomare che porta fino a Muscat. Ci sono moltissimi gabbiani, odore di mare e - alle nostre spalle - una magnifica moschea del colore del cielo. In cima alla cupola svetta una luna mezza d’oro, alle sue spalle quella vera. Non ci sono ristoranti, non nel vero senso del termine almeno. Si tratta per lo più di snack bar con tavolini di plastica all’aperto, e offrono swarma, falafel, spiedini o cosce di pollo, hummus e insalata, un misto di cucina libanese e indiana. I locali sono esclusivamente frequentati da uomini e bambini,  ma qui non posso farmi intimidire: la fame è decisamente troppa!!!

Il modo in cui mi sento osservare è strano. Vedo la curiosità nei volti delle donne, che si sussurrano commenti nelle orecchie quando passo loro accanto, mentre quel che pensano gli uomini rimane un mistero. I loro sguardi sono indagatori ma rapidi; mi trattano con estrema cortesia, ma non si rivolgono mai a me direttamente nemmeno quando, stupendoli questo lo posso vedere benissimo, io ad interpellarli per chiedere informazioni. Gli snack bar nei pressi dei centri commerciali di Qurm Beach sono un po’ più eleganti e con due sale, una per uomini solamente, e l’altra per famiglie, come normalmente indica un’insegna all’ingresso, con scritto “family room avaiable”. Anch'io, come sicuramente molti di voi che mi stanno leggendo, avevo male interpretato questa usanza, all'inizio. Temevo fosse un modo per ghettizzare le donne, e invece si tratta di un piccolo artificio carico di significati: in queste sale, le donne possono consumare un pasto in tutta intimità. Incredibile quanto l’ignoranza porti ad essere prevenuti e chiusi. Ho letto recentemente su un settimanale l’intervista ad una celebre stilista di Dubai, musulmana osservante, la quale racconta che solo quando è sola con le sorelle o le clienti si toglie l’abaya nero, altrimenti resta coperta per scacciare le tentazioni degli uomini. Mi hanno colpito alcune sue frasi: ”La donna è una perla, è giusto che sia protetta da una conchiglia”, ”Proprio perché così preziosa, si deve offrire alla vista di pochi intimi”, "La bellezza dell’abito non sta nel mostrarlo, ma nell’indossarlo”...     continua "Natale e Capodanno in Oman "

Torna indietro

Per Votare/Commentare chiudi questa finestra e clicca Ti stato utile (ti piaciuto) questo contributo? Votalo

I Top LIKE...
Le destinazioni
Viaggi Oceania Viaggi Africa Viaggi Europa Viaggi Nord America Viaggi CentroAmerica Viaggi Caraibi Viaggi SudAmerica Viaggi Asia Viaggi Medio Oriente Clicca sul Continente Viaggi ZONA_ITALIA