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Italia. Ricomiciamo dalla Basilicata


Inserito il: 14/10/2011 da Marco Ciccone
Email: ciccone.marco@inwind.it
Sito web: http://www.viaggiatorionline.com/search.asp?r=ciccone
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Di prima mattina, quindi, lascio la famiglia a valle (visiteranno tra l’altro il piccolo ma interessante museo della fauna minore di Mezzana) per incontrare una persona speciale, conosciuto ed apprezzato naturalista che ha fatto la storia di questo parco: Giorgio, guida ufficiale del Pollino, mi accompagna, in una lunga ed entusiasmante giornata.

Dopo una prima parte in un fitto bosco di faggi, usciamo all’aperto per avvicinarci alla zona probabilmente più affascinante del parco. Ci arrampichiamo così a Serra di Crispo e poi Serra delle Ciavole, per ammirare prima, e toccare con mano poi, i patriarchi: siamo nel "Giardino degli dei", una sorta di giardino zen con tanti "giganteschi e millenari bonsai", i Pini loricati.

Le loro cortecce che ricordano le loriche romane, e i loro scheletri argentati, squarciate dai segni dei fulmini, ma mai domi dalle furie dei venti, rendono questo luogo quasi magico, e comunque unico al mondo.

Avrei voluto avvistare la grande fauna del parco: i lupi soprattutto, ma anche i capovaccai, le aquile, i camosci, ma a ragion veduta devo ammettere che la giornata passata con Giorgio mi ha lasciato tantissimi ricordi, un giro tra le vette con una persona speciale che mi ha insegnato tanto di queste zone.

Le giornate successive le organizziamo per fare gite più tranquille. A Bosco Magnano, lungo il torrente Peschiera, dove lasciando l’affollamento delle prime pozze vicino al parcheggio, partiamo per raggiungere il recinto di acclimatazione e ripopolamento dei cervi.

Sapevamo che il recinto era molto esteso, per cui le nostre speranze iniziali erano poche (sommiamo il fatto che il parco ha sicuramente delle lacune dal punto di vista della sentieristica) , quindi quando un po’ demotivati ci appare davanti il cartello che indica l’inizio del recinto, e poi subito dopo un branco di cervi che fugge alle nostre esclamazioni di sorpresa, rimaniamo entusiasti.

Basta comunque poco tempo in silenzio per far sì che gli animali ritornino tranquilli vicino alla rete, così si può ammirare lo spettacolo naturale i questi esemplari, tra cui spicca sicuramente il bellissimo palco di Pollinello, il progenitore di tutti i cervi reintrodotti nel parco.

Le giornate successive le dedichiamo sia alla visita dei borghi che a due interessanti e facili gite: una alle "pietre tonanti", dove trascorriamo una mattinata piacevole rinfrescati dal torrente Frida, e l’altra ai piani di Ruggio, dove salendo di quota, i panorami cambiano e diventano alpini. Dal rifugio De Gasperi parte una bella passeggiata che in poco tempo, e accompagnati dal volo planato dei falchi e delle poiane, arriva a Belvedere Malvento, una terrazza panoramica sul versante calabro del parco (si vedono Morano e Castrovillari), peccato rovinato dal cantiere sottostante dell’autostrada.     continua "Italia. Ricomiciamo dalla Basilicata"

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