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Introduzione alla Netiquette

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Introduzione alla Netiquette: le regole di internet che è bene conoscere per non incorrere nelle rabbie degli utenti...

Introduzione alla Netiquette

La facilità con la quale oggi è possibile collegarsi ad Internet comportato, accanto al dato positivo della accessibilità ai più svariati tipi di informazioni da parte un sempre maggior numero di persone, un effetto negativo: spesso gli utenti non hanno una mezza idea dei problemi e dei fastidi che la facilità e l'anonimità del contatto permette loro. Senza volere volere obbligare nessuno ad addestrati sulla complicata architettura e funzionamento della rete, è indispensabile conoscere l'uso corretto delle sue risorse.

Esiste un insieme di regole denominato Netiquette, un vero Galateo (Etiquette) della Rete (Net) che guida nel comportamento giusto per rispettare e conservare le risorse di rete, per relazionarsi nella maniera giusta con gli altri utenti, che sono centinaia di milioni e, potenzialmente, alla portata di un semplice e banalissimo clic del mouse. In Internet regna un'anarchia ordinata, perchè è demandato alla responsabilità individuale il buon funzionamento delle cose. Si può pertanto decidere di entrare in Internet come persone civili, o al contrario, si può utilizzare la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiandone le risorse che lo rendono uno strumento di comunicazione straordinario, veloce e economico. Con tali premesse, è facile comprendere che le cose potranno continuare a funzionare bene, e il Web continuerà a richiamare nuovi utenti e a mantenere quelli vecchi, solo in presenza di una autodisciplina dei singoli. In caso contrario, comportamenti incivili di massa, o di un discreto numero di persone porterebbe ad una estinzione di tutta la struttura rapida come successo ottenuto.

Non solo nei gruppi Usenet, ma in tutte le aree di incontro e scambio telematico e anche nella corrispondenza privata ci sono comportamenti che è indispensabile seguire per non dare fastidio agli altri e per evitare spiacevoli conseguenze (come le flame, lo spam, ecc). Ecco alcuni dei concetti fondamentali:

Ascoltare prima di parlare Cercare di capire le abitudini di ogni gruppo o area di discussione, il "filo" degli argomenti in corso, prima di intervenire. Ci vogliono parecchi giorni, anche settimane, per capire: meglio aspettare un po’ più a lungo che entrare a sproposito.

Non usare un eccesso di quoting Limitare la citazione del messaggio cui si risponde al minimo indispensabile. Ci sono persone che riportano per intero un lungo messaggio per aggiungere solo una riga che dice "sono d’accordo" o "non sono d’accordo". Questa è una pessima abitudine.

Essere brevi Le persone che frequentano abitualmente la rete ricevono una grande quantità di messaggi, liste, newsgroup eccetera, e non amano un ingombro eccessivo delle liste come delle prprie caselle di posta. Inoltre è faticoso leggere sullo schermo testi molto lunghi. In generale un testo che occupa più di due schermate sul monitor è da considerare "troppo lungo". Spesso si può dire molto in poche righe.

Non fare citazioni lunghe Quando si consiglia la lettura di un testo, è meglio non citarlo per esteso, ma indicare dove lo si può trovare oppure proporre "chi vuole me lo dica e glie lo mando come messaggio personale" (in questo caso sarà accettabile, anzi gradito, un messaggio "multiplo" mandato alle persone che lo chiederanno).

Scusarsi (ma non troppo) Se si commette un errore, meglio non insistere, ma semplicemente chiedere scusa, soprattutto se è un errore "ingombrante" (come un messaggio troppo lungo, o inserito nel posto sbagliato, o anche un errore dettato dall'inesperienza). Però non vale la pena di scusarsi per una piccola svista, come un errore di ortografia. Errori di questo genere sono accettati quasi sempre senza problemi. È anche opportuno evitare di essere "pedanti", di correggere gli altri per dettagli secondari.

Non fare "risse" Meglio evitare le flame e meglio non portare mai in un’area pubblica un dibattito privato, specialmente se polemico. Se proprio si considera necessaria una "rissa", meglio tenerla in uno scambio di messaggi personali.

Capire prima di reagire Può capitarci di leggere qualcosa che ci dà fastidio: ma prima di reagire è meglio pensarci bene. Siamo sicuri che è un’aggressione? È una vera polemica o è uno scherzo? È intenzionale o è un banale errore? Abbiamo capito bene le abitudini, le usanze, il linguaggio del "luogo"? Ci conviene rispondere subito o aspettare un poco per vedere se interviene qualcun altro? La migliore risposta può essere il silenzio, o un messaggio privato? Molte flame si scatenano per un malinteso; e una volta che la "fiamma" della polemica è accesa diventa difficile spegnerla. Meglio pensarci prima.

Non fare spamming Prima di diffondere lo stesso testo in diversi "siti", o mandarlo a diverse persone, meglio pensarci due volte. Siamo proprio sicuri che interessa a tutti? Una delle cose meno apprezzate nella rete è trovarsi la mailbox ingombra di messaggi "non richiesti".

Non annoiare Ogni tanto uno scherzo o un argomento "futile" può essere piacevole, soprattutto se è detto in modo divertente. Ma non è il caso di esagerare, specialmente in "luoghi pubblici", con il racconto di fatti personali o con ciò che a noi sembra divertente ma agli altri magari no. Se una cosa interessa solo a noi o a due o tre amici, meglio scambiarcela in messaggi privati che annoiare tutti gli altri. Accade, purtroppo, spesso che due o tre persone, che si "dilettano" fra loro con argomenti poco interessanti, svuotino uno spazio di dialogo, perché gli altri, annoiati, presto o tardi se ne vanno.

Non essere "grafomani" Non ripetersi, non dilungarsi, non scrivere troppo spesso. È una tentazione diffusa quella di ripetere lo stesso concetto, o mandare "raffiche" di messaggi. Prima di "inondare" una mailbox o un’area di discussione, meglio sempre chiedersi: "ma davvero gli altri troveranno interessante quello che dico"?

Badare al "tono" Molti malintesi nella comunicazione in rete derivano dalla mancanza della presenza "fisica", delle espressioni e del tono di voce con cui diamo un senso e una tonalità alle nostre parole; e anche della possibilità di correggerci subito se un’altra persona non ci capisce. Per questo sono state inventate le "faccine" :-) e per questo, come abbiamo visto, è sempre meglio scrivere offline. È utile rileggere ciò che si è scritto, prima di spedirlo, e chiedersi: si capisce bene in che tono mi esprimo, se dico sul serio o scherzo, se sono in polemica o sto semplicemente ragionando? Chi non mi conosce, capirà le mie intenzioni? E' molto d'aiuto delle cosiddette smileys, o emoticons, "faccine" in italiano. Le forme più comune sono il sorriso :-), e il contrario :-( per esprimere un’emozione negativa - che si possono abbreviare in :) o :( - il segno :-| che indica perplessità e ;-)per una strizzata d’occhio.

Non usare il "tutto maiuscolo" Scrivere una parola, o (peggio) una frase IN LETTERE MAIUSCOLE è considerato l’equivalente di "urlare": quindi una villania, oppure da usarsi volutamente in casi specifici. L’uso del "tutto maiuscolo" è da evitare nei titoli come nei testi.

Scegliere bene il titolo Specialmente nei gruppi di discussione o liste che sono lette da molte persone, la scelta dei titoli è importante: il titolo dovrebbe riflettere il più chiaramente possibile il contenuto del messaggio. Spesso si fanno ricerche "per titolo", scorrendo tutti i titoli oppure usando una "chiave di ricerca". Una cattiva abitudine, purtroppo molto diffusa, è quella di seguire distrattamente il meccanismo automatico, offerto dagli OLR, di usare come titolo quello del messaggio cui si risponde, preceduto da "Re:". Se questo di solito funziona per la prima risposta, quando il dibattito si allunga perde progressivamente senso: è facile che al quarto o quinto messaggio intitolato "Re: cavoli" si stia parlando di merenda.

Non "chiedere aiuto" inutilmente Di solito le richieste di consiglio e aiuto tecnico vengono accolte con simpatia. Ma è meglio evitare di fare domande inutili, come chiedere spiegazioni che è facile trovare in un manuale (che sia un manuale "stampato" o il help contenuto in quasi tutti i programmi) o in un "sito" che raccoglie quel tipo di informazioni. Spesso in un’area di discussione tecnica può accadere che sia già stata data una risposta alla domanda che vorremmo fare: meglio leggere all’indietro, o usare una delle "chiavi" di ricerca che molti programmi consentono, per scoprire se la risposta c’è già. Questo fa risparmiare tempo a noi - e soprattutto agli altri. È importante anche capire "dove" fare una domanda. Anziché chiedere nel "primo spazio che capita" è meglio verificare dove ci sono aree dedicate all’argomento che ci interessa (e dove, probabilmente, troviamo la risposta bell’e pronta).

Rispettare la privacy Non è corretto citare "in pubblico" messaggi privati senza il consenso di chi li ha scritti. C’è ovviamente una differenza fra una legittima citazione e una violazione della riservatezza, che non è difficile valutare in base al normale "buon senso" e alle regole abituali della cortesia.

Non essere impazienti Non possiamo aspettarci di ricevere sempre una risposta immediata. Solo in teoria i messaggi in rete viaggiano "alla velocità della luce". Il percorso non è semplice, spesso è tortuoso. Un messaggio può arrivare in pochi minuti o parecchie ore. Talvolta un "ingorgo" in nodo della rete può causare un ritardo di giorni. Non tutti leggono frequentemente la loro mailbox. Non tutti hanno computer portatili o sistemi di collegamento "fuori sede". Ognuno ha i suoi impegni, non sempre ha il tempo di risponderci. Inoltre, se il destinatario del nostro messaggio ha molta corrispondenza o è abbonato a molte liste o gruppi di discussione, la sua "cassetta della posta" può essere molto affollata. (Pubblicato il 19 gennaio 2004) - Letture Totali 126 volte - Torna indietro



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