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Scozia: di loch in loch

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Racconto di un viaggio in due con macchina a noleggio alla scoperta - letterale - dei luoghi-mito di Scozia, di Claudio Montalti - Inviato il 05 ottobre 2010 da Claudio Montalti.

Scozia: di loch in loch

Sito o fonte Web: www.claudiomontalti.net Partiamo con un certo timore legato al tempo. A casa, le temperature di inizio maggio sono ancora piuttosto rigide, ma chissà che il tempo non sia strano anche là. E sorridiamo quando atterriamo ad Edimburgo col sole, e un clima gradevolmente mite. Ritiriamo l'auto, noleggiata insieme al voucher del volo Ryan per approfittare di una promozione notevole. L'operazione ci porta via un po' di tempo: non si capisce perchè Hertz chieda il favore di fare il check in on line se poi al ritiro auto si deve fare la fila insieme a tutti gli altri... mah.. Cmq macchina ok, di segmento superiore quanto prentotato online e nuova di pacca...

Primi batticuori con la guida a sinistra (di fatto, sbaglio le prime due svolte per uscire dall'area aeroportuale, e titubo un po' alla successiva rotonda), poi la situazione si normalizza mentre procedo fuori dalla città.

Le Falkirk Wheels sembrano non arrivare mai, ma l'ampio parcheggio adiacente l'attrazione e la tranquillità mi giocano un brutto scherzo: eccedo in sicurezza e faccio un danno in parcheggio. Poco male, anzi male solo alla mia autostima, visto che abbiamo previdenzialmente stipulato una supercover. Le Falkirk Wheels sono una cosa strana da vedersi. Progettate e costruite per ripristinare un lungo canale di navigazione interno, sollevano (o abbassano) imbarcazioni per un dislivello di 45 metri come un normale montacarichi, ma la struttura pare essere una enorme scultura più che un gigantesco marchingegno.

L'aria frizzante e trasparente e gli scorci luminosissimi rendono gradevolissimo il trasferimento verso Stirling e la piana di Bunnock, rese famose dalle gesta di "Braveharth" Wallace...

A Stirling ammiriamo più la chiesa ed i cimiteriali dintorni, così differente dai nostri, che non il sensazionale Memoriale dedicato a Wallace che domina la piana sottostante. Ci passeremo accanto, ma per i nostri animi affamati di luoghi insoliti è però (quasi) niente in confronto al Dollar Castle, che domina una vallata. Bella anche la passeggiata attraverso i boschi per arrivarci... Il Loch Leven è la prima tappa notte. Contro ogni aspettativa, sono scarsi i B&B a Kinross e dintorni così dobbiamo tornare indietro all'unico B&B visto lungo la strada da Stirling.



Visitiamo il (romantico?) loch tra sciami di zanzare che il vento inesistente non può disperdere, poi si va ad esplorare Glen Cova e Glen Isla lungo strade secondarie, molto belle, col Loch di Lintrathen, lago per la pesca, che è una vera ciliegina sulla torta, poi arriviamo fin sul Mare del Nord, uno infinito specchio blu. Numerose le spiagge di rena fine e dorata. Oltre a quella di Arbroath, esploriamo a piedi la baia di Lunan Bay proseguendo la passeggiata sopra la brughiera fino alle afffascinanti rovine di Red Castle. Stonehaven fa mostra di numerosi B&B, tutti "no vacancy". Usciamo dal paese e troviamo un alloggio davvero bello in piena campagna all'interno di Catterline.

Ci alziamo ancora una volta col sole e osserviamo gli animali che vengono all'abbeverata: coniglietti, fagiani, tortore più una decina di piccoli uccelli. Un corvo attende in disparte: la moltitudine lo spaventa? La visita al Dunnottar Castle, assolutamente soli, con l'accompagnamento dei rumori di mare e vento sarà uno dei più bei ricordi del viaggio. Saliamo un po' di costa fino alla Forvie Natural Reserve, vicino Colliestone, con belle passeggiate, poi è già ora di tagliare il continente verso ovest ad incrociare lo Spey e la sua famosa vallata. Se la Scozia è un paese da scoprire mentre lo si visita, ciò porta via molto più tempo del previsto e l'itinerario originale andrà continuamente riadattato. Lo Spey è un largo torrente scuro e la vallata, oltre che bella, è un continuo alternarsi di distillerie di wiskey, alcune famosissime nel mondo. Niente soste, però: la nostra meta è Invernes, verso cui dirigiamo prima del previsto: dovere sempre guidare è faticoso.



Le strade scozzesi sono infatti generalmente strette, con corsie larghe appena quanto un camion o un bus, e senza banchine transitabili e con le linee di arresto sulla carreggiata. Serve sempre la massima attenzione, anche se alla fine basta guidare bene perchè gli automobilisti scozzesi sono rispettosi degli altri come del codice stradale. Sembrano davvero superflui i numerosissimi autovelox. continua "Scozia: di loch in loch" (Pubblicato il 05 ottobre 2010) - Letture Totali 551 volte - Torna indietro



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