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Gerasa: la Pompei del Medio Oriente

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Resoconto della visita a Gerasa, Giordania, di Adriano Socchi - Inviato il 13 gennaio 2004 da Adriano Socchi.

Gerasa: la Pompei del Medio Oriente

Sito o fonte Web: www.adrimavi.com Gerasa, il cui nome attuale è Jerash, si trova a soli 41 chilometri a nord della capitale giordana, Amman, ed è - con Petra - la principale attrazione turistica, dal punto di vista architettonico, della Giordania.

Appresi dell'esistenza di Gerasa ai tempi dell’università, frequentando il seminario del corso di Antichità Greche e Romane. Gerasa, meglio ovvero Antiochia Crysoroas, faceva parte della Decapolis, una potente lega commerciale costituita da dieci città greco-romane, fra le quali Antiochia, Palmira ed Aleppo. A fondare la città fu Alessandro Magno quando si stanziò qui, con i suoi soldati, nel 332 aC. Fu sotto l’occupazione romana, però, che "Gerasa" divenne ricca e fiorente, come ancor oggi si può ben percepire aggirandosi tra le sue rovine. Gli echi della sua sempre maggiore importanza all’interno della provincia romana d’Arabia, e l’indiscussa bellezza dei suoi monumenti, non tardarono a farsi sentire fino a Roma, tanto da essere definita, dai Romani stessi, "la Pompei d’Oriente".



Le indicazioni per il sito archeologico sono chiare fin dall’ingresso dell’abitato, ma non servirebbero neanche poiché è sufficiente seguirne la strada principale fino a incontrare il maestoso "Arco di Trionfo", eretto nel 129 dC in onore dell’imperatore Adriano. Si trova appena fuori dell’area vera e propria delle rovine e, una volta superatolo, si costeggia "l’Ippodromo" lungo 245 metri, oggi, purtroppo, seriamente danneggiato. Qui incontriamo anche la chiesa del vescovo Mariano che contiene bei mosaici pavimentali. Intanto che vi avvicinerete l’ingresso, sarete avvicinati da frotte di giovani che si spacciano per guide turistiche, con tanto di tesserino di riconoscimento e fotografia.

Prendetene una, non tanto per essere accompagnati durante la visita, cosa di cui si può benissimo farne a meno, ma solo per non subire un assalto continuo. Infatti, non appena abbiamo la nostra guida, la ressa sparisce come per incanto e proseguiamo in pace. All’ingresso la prima sorpresa: l’entrata agli scavi è gratuita. Seconda sorpresa: siamo, per il momento, i soli turisti presenti. Iniziamo il giro dal "Teatro Sud", il più grande dei tre teatri di Gerasa, capace di contenere 5.000 persone.



Proprio qui si tiene ogni anno, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, il festival internazionale delle arti e della cultura di Jerash, fortemente voluto dalla regina Noor, moglie del re Hussein II.

La costruzione è famosa per la perfezione dell’acustica, così dice la nostra guida e subito ce lo dimostra scendendo giù per le gradinate, fino al centro del proscenio del teatro. Dal basso del palco, parlando a voce normale, si rivolge a noi. Dall’alto dell’ultima fila, riusciamo a sentirlo come se ci stesse parlando da due passi di distanza. Inoltre, dagli spalti la vista è spettacolare e comprende non soltanto l’intero e grandioso perimetro delle rovine, ma tutto il paesaggio attorno. La città moderna di Jerash fa' da sfondo a quell’antica creando un suggestivo contrasto architettonico tra passato e presente.



Ci incamminiamo lungo il "Cardo maximus", non prima, però, di sostare ad ammirare il "Foro" che, grazie al suo perfetto stato di conservazione e alla forma ellittica, è considerato una delle costruzioni più straordinarie di Gerasa. La piazza, ancora oggi, è circondata da due colonnati, dai capitelli ionici, sormontati da una travatura.

In questo luogo si riuniva l’assemblea del popolo per prendere parte a feste religiose, a processioni solenni, per discutere di politica o, semplicemente, per commerciare. Il "Cardo maximus" era la principale arteria della città. Collegava il "Foro" con la "Porta nord", a 800 metri di distanza. La strada fu costruita con grossi blocchi di pietra. Se si presta attenzione, in diversi punti è possibile vedere i solchi scavati dalle ruote dei carri. Come per il "Foro", anche qui apprezziamo le sontuose colonne che corrono sui fianchi della via. Una raccomandazione: percorretela nella più assoluta calma e senza fretta poiché qui s’affacciano tutti gli edifici pubblici più importanti e tutti meritano almeno una breve sosta. continua "Gerasa: la Pompei del Medio Oriente " (Pubblicato il 13 gennaio 2004) - Letture Totali 325 volte - Torna indietro



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