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Perù. Huancayo-Uchiza, 700 km dalla sierra sconosciuta alla selva dimenticata

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Un itinerario particolare e molto suggestivo del Perù, tra sierra e selva, con risvolti umanitari, da Huancayo a Uchiza, di Andrea Ravaglioli - Inviato il 15 settembre 2004 da andrea ravaglioli.

Perù. Huancayo-Uchiza, 700 km dalla sierra sconosciuta alla selva dimenticata

Huancayo (dipartimento di Junìn) è una caotica città della valle del Rio Mantaro situata a 3300 mt di altitudine. Non offre molto ai turisti ed in effetti ben pochi ne passano da queste parti. Quelli che lo fanno hanno però la possibilità di conoscere una parte di sierra molto amata dai peruviani che, durante le festività, ne fanno una meta fissa.

Fino a trent’anni fa, quando ancora i boschi di eucalipto entravano in paese, Huancayo era considerata una sorta di Svizzera e la gente ci veniva anche per tentare di curare malattie respiratorie. Negli anni ’80 il paese ha assunto rapidamente le dimensioni della città a causa dell’imponente migrazione proveniente dalle regioni vicine (soprattutto Ayacucho e Huancavelica), causata dal clima di terrore e persecuzione instaurato da Sendero Luminoso, Polizia Nazionale ed Esercito. Non che Huancayo sia stata risparmiata dal ventennio di sangue, ma sicuramente ha vissuto una situazione meno disperata.



Pur godendo tuttora di un bel clima secco, gli alberi sono praticamente spariti, in città si respirano i gas, si odono i clacson e, per poter trovare un po’ di pace, è necessario uscire dal centro urbano, senza spingersi molto lontano fortunatamente. Un paio chilometri bastano per immettersi sulla carrozzabile che porta al Huaytapallana, uno splendido ghiacciaio (insolitamente basso per questa latitudine) le cui propaggini scendono dai 5000 ai 4500 mt, ed alla sua laguna turchese.

In un’altra ora è possibile arrivare a Ñauinpuquio ed in due a Paca, altre due amene lagune contorniate da montagne dolci e brulle, dove i pochi alberi esistenti sembrano errori della natura o dimenticanze di taglialegna distratti e dove vacche, maiali e pecore pascolano liberi alla stregua delle zebre e gazzelle africane.

Huancayo è una città commerciale dalla vita frenetica e sotto questo aspetto può essere considerata una piccola, anzi piccolissima, Lima. Il suo mercato più importante, il mayorista, è imperdibile.Ognuno vi porta e tenta di vendere ciò che ha coltivato, allevato, ucciso, comprato, tessuto, riparato, prodotto artigianalmente, spremuto, cucinato, piratato ecc. Equivale a dire che secoli di tradizione e pratiche più moderne si incontrano quotidianamente all’interno di enormi capannoni e nelle viuzze sterrate dove si fatica a camminare senza calpestare mucchi di pomodori, bimbi o le enormi polleras (gonne a più strati) delle donne della sierra.



Alcune di loro espongono frattaglie ripiegate sul bordo di secchi, come fossero stracci per il pavimento messi a sgocciolare. E sono capaci di starsene lì tutto il giorno, con quei pochi chili di ‘roba’ per mosche che comunque, prima o poi, qualcuno finirà per comprare. Probabilmente la parte migliore dell’animale l’hanno destinata al consumo familiare o l’hanno venduta a chi tratta agnelli e vitelli e ne ha appeso il cadavere nel mercato affianco.

Il tutto avviene con la stessa naturalezza e convinzione con cui un’altra donna, fuori dall’ultima cerchia di dannati, vende una-testa-una di agnello per il brodo e qualche altro residuato di animale non ben decifrabile. Decifrabili sono invece i velli lanuti degli agnelli che completano la scatola di smontaggio dell’animale e che qualcuno si prenderà la briga di conciare. Uomini giovani e uomini vecchi caricano, scaricano e spostano enormi sacchi di patate, fave, carote e cipolle...

Sono ortaggi, tuberi e verdure spesso noti, ma con forme, dimensioni e varietà inusuali. Il mercato è la festa dei prodotti agricoli, frutti di una terra dura da lavorare perché, oltre ad essere “bassa”, è molto, molto vicina al cielo. continua "Huancayo-Uchiza, 700 km dalla sierra sconosciuta alla selva dimenticata" (Pubblicato il 15 settembre 2004) - Letture Totali 210 volte - Torna indietro

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