Primo sguardo su Bangkok


Inserito il: 26/09/2007 da Sara Mazzola
Email: sm.mazzola@yahoo.it
Sito web: http://
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Entro in un tempio. Cammino rispettosa a piedi nudi sul legno lucido del pavimento, un budda mi sorride e un monaco di cera continua la sua preghiera. Nel cortile bianco accecante vedo uomini all’ombra di un muretto che dormono su stuoie di paglia e oltre al muro immacolato il contrasto del grigio dei metalli contorti che formano le abitazioni di una baraccopoli.

Mi fermo a parlare con un uomo che nel tempio dipinge incredibili affreschi di figure e arabeschi sul legno, i motivi sembrano antichissimi ma lui è qui vivo e reale che mi sorride e si lascia scattare una fotografia.

Mi faccio trasportare da un tuk tuk in giro per la città mi costringe a fare tappe obbligate in negozi che per un cliente in più gli offrono buoni benzina o pochi spiccioli. Sarti che mi propongono abiti da cerimonia o tailleur all’ultima moda italiana, testimone vogue italia sul tavolino della waiting room, gioiellieri che per prezzi stracciati mi mostrano enormi smeraldi e lucide pietre dure.

Accetto di fermarmi ma rifiuto di comprare, purtroppo anchio zaino in spalla e sandali ai piedi non sono della categoria dei turisti che fanno girare l’economia di un paese.

Scende la sera e l’illuminazione delle strade è scarsa ma la luce di bancarelle, locali e ristoranti è sufficiente per animare la vita delle strade più turistiche dove le parole delle bocche colorate di rosso di seducenti giovani tailandesi invitano a bere un cocktail in un club.

Noi occidentali ubriachi scorazziamo gridando, trattiamo sul prezzo di un paio di infradito, l’uomo solo corteggia la ragazzza dai capelli lucidi; loro tailandesi cucinano spiedini su braci improvvisate, trattano sul prezzo di un paio di infradito, i bambini vendono cartoline e fazzoletti di carta e si rubano i regali del turista.

Ritorno in albergo, ora tutto è silenzioso, mi sdraio sul letto e ascolto le gocce d’acqua che lente cadono dalla fontanella nello stagno del cortile poi chiudo la finestra abbraccio il mio compagno e accendo l’aria condizionata.

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