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Mauritania, zaino in spalla: miraggio o realtà?


Inserito il: 03/02/2014 da Giovanni Camici
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Alle 7:30 siamo già in giro per Nouadhibou, che inizia a svegliarsi e c'è un bel vento fresco, gli alisei dell'Oceano si fanno sentire, a differenza di Nouakchott dove fa molto caldo, acquistiamo varie vivande per affrontare il viaggio in treno e poi con un taxi raggiungiamo la stazione ferroviaria che si trova a 15 km. dalla città. In stazione un poliziotto registra la nostra presenza, acquistiamo il biglietto e poi qualche foto lungo i binari dispersi nel deserto. Alle 15:00 finalmente in lontananza, nell'immenso deserto s'intravede il fanale centrale della locomotiva del treno che porta il ferro, il più lungo del mondo, circa 2,5 km., trasportando a Nouadhibou il minerale ferroso estratto dalle miniere di Zouèrat.

All'arrivo il treno sembra interminabile, ci sono tanti vagoni (dicono circa 250) e poi finalmente la carrozza adibita al trasporto dei passeggeri, che come cavallette, saltano sul treno ancora in movimento cercando d'entrare dai finestrini pur di aggiudicarsi un posto a sedere! Salire ed entrare dalla porta, beh, anche questa una bella impresa, la banchina non esiste, la piattaforma del treno è in alto, ma con una spinta del passeggero che ti sta dietro si riesce a salire con zaino in spalla! Una volta saliti, nel corridoio spingendo e trascinando lo zaino e con l'aiuto di un addetto della Snim (società che trasporta il minerale) ci siamo seduti in una “cuccetta”, le poltrone non esistono più, ci sono tavole e molle che fuoriescono da tutte le parti, i vetri ai finestrini non ci sono e non c'è neanche l'illuminazione! Tutto questo viene quasi dimenticato dallo scenario che si attraversa, un deserto abitato, che si alterna con uno contenente vegetazione e poi solo deserto privo di vita, tutto illuminato dalla mezza luna e dal cielo stellato, peccato, se avessimo viaggiato di giorno, avremmo visto anche il Ben Amira, monolite di granito alto oltre 400 mt., il terzo per grookie: CurrentVersion=IT; LastVinte il viaggio si fa di tutto, oltre a respirare la polvere, c'è chi prova a dormire, chi si guarda intorno, chi prega, chi mangia, ma il bello è che c'è pure chi prepara il famoso tè con tutto il rito, offrendolo ai compagni di viaggio, incredibile! Dopo circa 12 ore, in piena notte, siamo arrivati a Choùm, da qui in taxi brousse attraversando sempre il deserto e fermandoci ai vari posti di blocco, viaggiando per 3 ore siamo arrivati ad Atar. A piedi raggiungiamo l'Auberge Bab Sahara, ci sono tikit, caravan e tende, la coppia europea che lo gestisce sono una buona fonte di consigli e informazioni, quindi una bella doccia per toglierci di dosso la polvere, un riposino visto che la notte precedente non abbiamo dormito e poi in giro per Atar.

La città è divisa in due parti unite fra loro dal mercato che abbiamo visitato, poi dopo aver pranzato in un ristorante marocchino siamo rientrati in albergo, ci siamo rilassati, domani ci aspetta un nuovo spostamento direzione Chinguetti. Alle 8:30 arriva il taxi brousse a prenderci (trovato dai gestori dell'albergo) e andiamo in centro-città in attesa di caricare altri passeggeri, finalmente alle 10:30 partiamo, attraversando il passo di Amogjâr e la zona montuosa circostante, con canyon e vallate di pietra, il tutto, spettacolare!! S'incontrano camion carichi che arrancano sulla salita, vetture che vanno piano ma poi alla fine tutti riescono a raggiungere la meta, in tutto questo naturalmente non mancano i posti di blocco, ma finalmente alle 13:30 arriviamo e pernottiamo all' Auberge La Rose des Sables, in una capanna di pietra, graziosa e confortevole. Al nostro arrivo il proprietario ci ha offerto il tè; tra un bicchiere e l'altro abbiamo organizzato un'escursione di 7 giorni a piedi nel deserto con cammelliere, 2 cammelli, viveri e pernottamento sotto le stelle, quindi partenza da Chinguetti, passando per Tanouchert per poi arrivare a Ouadàne.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la città di Chinguetti, un ampio wadi pianeggiante ricoperto da palme la separa dallo Ksar, ove vi sono edifici in pietra per lo più disabitati e la moschea cinquecentesca accessibile solo ai fedeli mussulmani. Chinguetti è la settima città santa dell'Islam, qui vi sono biblioteche che custodiscono antichi manoscritti islamici, noi abbiamo visitato la Bibliothèque Ehel Hamoni, molto interessante e suggestiva, poi ancora foto sulle dune che arrivano fino alla città, sosta alla tenda della campagna elettorale a curiosare e poi rientro in albergo, doccia, cena e poi a letto. Da domani per 7 giorni saremo nel deserto!

Il giorno seguente ci siamo alzati presto, colazione al mercato con baguette farcita con marmellata e cioccolato, una botta di vita! Verso le 9:00 è arrivato il cammelliere con i suoi 2 cammelli, caricati gli zaini e i viveri siamo partiti per la nostra avventura. Attraversato il wadi ci siamato locale. Nel settore del vesto magnifiche dune sulle quali la luce del sole disegna sfumature colorate, all'inizio si fa un po' fatica a camminare, le dune sono molto alte e con i piedi si affonda, riempiendo gli scarponcini di sabbia, ma il tutto è molto eccitante, in alcuni tratti si trovano punti rocciosi e tutt' intorno tantissima vegetazione. Quando il cammelliere si ferma per pregare, noi ne approfittiamo per riposarci e dopo ore di cammino, sotto al sole bollente, in quest'immensa distesa di sabbia, scegliamo il nostro punto di ristoro, l'unica ombra, un albero di acacia, detto anche "Albero del Diavolo" perché vive da solo nel deserto e perché si tratta di un albero completamente spinoso, anche nella parte verde, pasto molto gradito ai cammelli.

Ogni qualvolta che ci fermiamo per la sosta scarichiamo i cammelli, i quali ne approfittano subito, allontanandosi nel deserto alla ricerca di cibo, mentre noi intanto facciamo uno snack con arachidi, biscotti e datteri, il cammelliere accende il fuoco per cucinare il pranzo a base di pasta con verdure accompagnato dal tè (il contratto prevede tutto questo !!). Qualche foto e poi, dopo il riposo nelle ore calde, il cammelliere recupera gli animali, carico dei bagagli e ripartiamo, muniti di bottiglietta d'acqua in mano. Sia gli scenari che l'emozioni che si provano sono indescrivibili, ma ogni tanto anche una sorsata d'acqua dalla fatidica bottiglietta, non si disdegna vista la calura! Dopo ore di cammino la sosta per la notte, tra dune di sabbia altissime, quindi nuovamente scarichiamo i cammelli, i quali subito si allontanano per mangiare, il cammelliere accende di nuovo il fuoco, versa sul vassoio snack di biscotti, arachidi e datteri, prepara la cena, poi il solito rito del tè, contemporaneamente impasta il pane che cuocerà ricoperto dalla sabbia con sopra la brace per la colazione del mattino seguente, il tutto illuminato dalla fiamma del fuoco, quindi qualche chiacchiera, il momento della preghiera e a dormire. Noi prepariamo i nostri letti, materassino e sacchi a pelo, indossiamo anche una felpa per dormire poiché durante la notte fa un po' freddo, ci sdraiamo, sopra ai nostri occhi il cielo stellato, la mezza luna che illumina l'immenso deserto, un silenzio indescrivibile, buonanotte!

Troppo bello svegliarsi la mattina e osservare l'alba nel deserto, il sole che inizia a colorare la distesa di sabbia, sentire il sussurro del vento; si fa colazione con tè e pane, poi ricerca dei cammelli, carico bagagli e via per un nuovo spostamento. Nel pomeriggio del secondo giorno siamo arrivati al campo dove vive il cammelliere che ci accompagna in questa meravigliosa avventura, all'inizio dell'accampamento è situato il pozzo dove donne e bambini del villaggio riempiono le loro taniche, le caricano sugli asinelli e fanno ritorno portandole ognuno alla propria tenda. La moglie del cammelliere ci ha fatto trovare latte di capra fresco! Abbiamo fatto un giro nell'accampamento, tra le tende e sulle dune fotografando tutto quello che ci circondava. A cena abbiamo mangiato tutti insieme, famiglia del cammelliere e altri vicini, un piatto di cous cous con verdure, il tè accompagnato da un dolce composto da pasticcio di datteri cosparso di cremina di latte di capra, molto buono, dopodiché ci siamo coricati e fatto una bella dormita sotto il cielo stellato, osservati dalle curiose caprette che circolavano intorno al campo!

La mattina seguente la signora ci ha preparato il tè, datteri, arachidi e latte di capra scecherato, molto simile allo yogurt e poi dopo aver ricaricato i cammelli e salutato tutti, ci siamo messi di nuovo in cammino, attraversando l'infinito deserto con dune colorate, pianure con vegetazione, sotto il sole sempre bollente,vari miraggi, incontrando cammelli in libertà, effettuando altre soste per i vari pasti e pernottamenti ancora sotto le stelle. Durante gli spostamenti abbiamo attraversato accampamenti di pastori nomadi incuriositi (avranno pensato:”che ci fanno questi intrusi in questo deserto, per loro inospitale?”), i quali ci hanno fatto accomodare all'ombra della loro tenda, offrendoci quel poco che hanno, latte di capretta appena munto con datteri e rivolgendoci molte domande. Il quarto giorno siamo arrivati a Tanouchert, un'oasi a metà strada tra Chinguetti e Ouadane, circondata da palme e da maimasti a parlare un po' con Saidente un nuovo pozzo con acqua molto buona e fresca per rifornirci. Anche qui abbiamo trovato la tenda elettorale e abbiamo scambiato due chiacchiere con alcuni abitanti, dopo una sosta di ristoro ci siamo rimessi in cammino alla volta di Ouadane.     continua "Mauritania, zaino in spalla: miraggio o realtà?"

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