Di loch in loch


Inserito il: 05/11/2010 da Claudio Montalti
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Ci chiediamo come mai qui si vada tutti a sinistra... "Che sia legato a schieramenti e tattiche militari di cavalleria?" dice Mirella. Appoggio la sua tesi, visto che questa convenzione è stata adottata in tutti i paesi ex colonie britanniche indistintamente ben prima che fossero introdotti i veicoli a vapore. Infatti leggo da Yahoo Answer che "In generale tutto deriva dai cavalieri che tenevano l'arma con la destra e tenendo le carrozze il senso di marcia a sinistra, matenevano comunque la mano destra libera per scambiarsi saluti o per usare la stessa arma." La nostra guida a destra deriva invece da un decreto napoleonico. Fu Napoleone ad andare contro le consuetudini anglosassoni e cambiare il senso di marcia nel suo impero, in pratica più o meno in tutta Europa. Colgo l'occasione per dire che per la prima volta nella vita viaggio in compagnia della partner e, a parte i continui confronti costruttivi e i tanti momenti di reale condivisione, in due i ritmi son più lenti e apprezzo molto la novità che mi fa fare un salto indietro di oltre 10 anni, a viaggi che duravano mesi, pieni di lunghe soste ad apprezzare tutto ciò che vedevo o facevo per la primissima volta e perciò molto entusiasmante.

Invrness è carina, ma è il Loch Ness a sorprendermi. Come sempre diffidente verso luoghi troppo famosi, la camera che s'affaccia al loch un po' agitato e color acciaio nel momento del tramonto e di un blu che più blu non può essere sotto il bel sole del mattino che esalta i verdi e i gialli di copiose fioriture selvatiche rendono la sosta molto speciale. E il loch lo visitiamo per benino, con una deviazione trekking nella vicina e isolatissima Glenn Affric, in località Cannich. Ci fermiamo abbastanza anche sulla punta meridionale del lago, a Fort Augustus, dove una serie di tre chiuse permettono alle imbarcazioni di salire di 25 metri fin o al successivo livello del Loch Lochy, un pezzo del canale navigabile che va da Invernes (Mare del Nord) a Fort William (Oceano Atlantico)... Completiamo il periplo delLoch Ness sul più spettacolare lato orientale e transitiamo di nuovo a Inverness per attraversare il ponte sul Moray Firth, una insenatura/fiordo che è oggi parco marino protetto... Nessun avvistamento di cetacei, delfini del Moray in primis, ma l'osservazione della natura - si sa - richiede tempo e pazienza...

Sulla strada verso l'Oceano, prendiamo una serie di acquazzoni brevi: colpisce come si possano distinguere le gocce d'acqua una per una, grazie ad una luce che esiste solo in alta Europa. Tra uno scroscio e l'altro facciamo il nostro ingresso nelle Highlands. E' un trionfo di colori, in cui troneggiano il giallo dei fiori, il verde dei campi e l'azzurro intenso del cielo. Il successivo ingresso in una area torbiera è stupefacente. Ullapool è piccola e molto carina, ma sermpre animata per il semplice fatto che un passaggio obbligato sulla costa e il maggior porto della regione. Due locali si disputano la clientela a suon di ottimi e abbondanti piatti di pesce e di carne.

A nord inizia una zona di grande interesse geo-tettonico/minerario, ma ci accontentiamo solo di vedere e non toccare per raggiungere il punto più settentrionale del viaggio e per poi ridiscendere la costa verso sud. Iniziamo la discesa lungo uno spettacolare stradello (realmente) a una carreggiata che sfiora angoli da fiaba vichinga. Ripassata Ullapool, la costa, spesso elevata e frastagliata da innumerevoli fiordi che penetrano per decine di chilometri nel continente formando altrettanti loch, alcuni spettacolari come il Maree e il Torridon, richiede numerose soste di ammirazione. Siamo nel Wester Ross, forse i più bei paesaggi di Scozia. Con un emozionante stradello raggiungiamo l'isolata e struggente Applecross, "emozionante" a causa delle fitte nuvole basse che celano panorami (fantastici?) e fomentano assai l'ansia mentre saliamo e scendiamo per due volte il passo a 280 metri... Molto carino il paese di villeggiatura di Plockton a sud del quale faremo il nostro ingresso all'isola di Skye. I nuvoloni bassi continuano a celare le meraviglie più alte di questa isola, i monti Cuillin e le formazioni dell'Old Man of Storr che raggiungiamo in una densa nebbia che pare un bagno turco. Non si vede letteralmente al di là del nostro naso, ma la passeggiata è lo stesso molto suggestiva.     continua "Di loch in loch"

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