L’Egitto, oggi...


Inserito il: 23/01/2009 da Annamaria Pertosa
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E’ noto a tutti il significato della parola Luxor, “città dalle cento porte”, così come la chiamò Omero, per via delle carovane che vi giungevano da ogni parte. Il primo impatto con questa cittadina può dare l’impressione di essere approdati in una sonnolenta provincia del sud, ma di giorno ti rendi conto che, al contrario pulsa di vita e di attività, non fosse altro per le migliaia di turisti che i suoi templi famosi di Luxor e di Karnak richiamano.

E’ percorsa in tutta la sua lunghezza dalla strada principale la “Corniche” che fronteggia la riva occidentale, la “terra dei morti”, ricca di reperti archeologici, dai Colossi di Memmone alla Valle dei Re. E’ un luogo affascinante e ricco di mistero che non manca di procurare suggestioni profonde, soprattutto se si visita il tempio di Luxor al tramonto. Camminare fra quelle pietre, perdersi nei meandri dei suoi corridoi, sentire a distanza come un’eco che si perde nella sera, le voci delle guide e degli altri turisti, e al tempo stesso starsene in disparte quasi al riparo fra quelle pietre senza tempo, ti procura un qualcosa di magico, quasi un senso esoterico di un mistero che ti coinvolge e che ti porti dentro.

Edfu ti mette a nudo in modo anche violento la vera realtà di questo Paese, tocchi con mano la sua povertà, le sue case fatiscenti, i suoi negozi e negozietti sporchi e con i vetri spesso rotti, la sua piazza del mercato, e i suoi vicoli affollati e pieni di varia e dipinta umanità con i loro costumi. Si mischiano a centinaia, cristiani e mussulmani, ti vengono incontro a frotte, adulti, bambini, ognuno con il suo carico di merce che cerca di venderti per la sopravvivenza.

Assuan è una cittadina tranquilla, la maggior parte della popolazione è nubiana, gente dalle austere tradizioni, riservata, discreta, disponibile e col sorriso sulle labbra, sempre, anche in condizioni di assoluta povertà. Qui trovi ogni genere di spezie, è una città profumata dal classico sapore dell’Africa, quell’Africa vera, profonda che si estende lungo la frontiera che, ormai dista poco.

Il turista quando giunge ad Assuan, si è ormai quasi assuefatto al clima egiziano, ed è pronto a recepirne tutti gli odori, i profumi, i sapori, disponendo anche il suo animo a quella serenità e pace che sono proprie di questa terra. Da Assuan si và ad Abu Simbel, il trionfo del potere del faraone Ramses II, unico ad aver dedicato un tempio a sua moglie Nefertari, conferendole così, in una civiltà dove la donna non aveva ruoli pubblici, se non quello di moglie fra le mogli (non è che oggi sia cambiato granché. Non dimentichiamoci che era in auge la poligamia, che tutt’ora permane, limitata alla fascia dei “ricchi” che ostentano potere, circondandosi di molte mogli) un riconoscimento pubblico oltre che un significato intimo di amore e dedizione.

E’ una tappa imperdibile, un’oasi di tranquillità circondata dal lago Nasser, che si è formato in seguito alla costruzione della “diga” di Assuan, con qualche albergo-resort sparso a debita distanza l’uno dall’altro, adatto a chi davvero vuol riposare e rinfrancare spirito ed anima, visto che oltre ai due templi, e a qualche negozietto, non c’è altro. E’ una sosta quasi frettolosa, c’è un aereo che ci aspetta nel piccolo aeroporto costruito apposta, dove fanno scalo solo piccoli aerei per turisti, pronti a decollare per il Cairo.

E finalmente, ecco il Cairo, questa megalopoli di quasi venti milioni di abitanti, dove nasce un bambino ogni 30 secondi, ti accoglie nel suo caos, dove tuttavia non si fa fatica a rendersi immediatamente conto di quanto stretta sia ancora la simbiosi fra città e campagna. Il Cairo è tutto ed il contrario di tutto: un mescolarsi continuo di mondi ed usanze diverse, limousine guidate da giovanotti ricchi, e i fellah con i loro asini immersi nel traffico automobilistico, autisti in divisa che con le loro macchine lussuose scivolano silenziosamente fra le strade affollate, carretti pieni di frutta e verdura trainati da un misero asino o da una mucca, e per contro sul marciapiedi difronte eleganti signore che sembrano uscite dal più esclusivo atelier parigino.     continua "L’Egitto, oggi..."

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