Navigando nella Storia


Inserito il: 27/11/2008 da Claudio Montalti
Email: claudiomontalti@gmail.com
Sito web: http://www.claudiomontalti.net
Letto 1382 volte

 Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire

Raggiungo la feluca con gli occhi ancora pieni di meraviglia, e ancora un po' assonnati. Non sono l'unico. Molti del gruppo han approfittato della tappa per iniziare il viaggio nella Storia d'Egitto dal suo sito più affascinante, per collocazione, per impatto visivo e per lo spessore storico del personaggio che l'ha creato. Si deve partire alle tre di notte per raggiungere, rigorosamente in convogli veicolati dalla polizia, la più grande opera di Ramses II, in un luogo allora lontanissimo dalla capitale Tebe (oggi Luxor). 280 km e tre ore attraverso il deserto dopo, a pochi chilometri dal confine con il Sudan, rimango senza parole mentre, circondata dal nulla, Abu Simbel sembra affacciarsi come un gioiello rosso sul lago Nasser, creato dalla nuova diga.

E con un po' di soggezione passo in mezzo alle quattro statue alte 20 metri del faraone Ramses II... In ammirato silenzio misuro coi passi l’immenso tempio interamente scolpito nella roccia rossa: statue, colonne, camere e ricettacoli compresi sono stati strappati a mano, scalpellata dopo scalpellata, fino a creare qualcosa di perfetto, e ancora intatto dopo migliaia d'anni. Incredibile! Inoltre, facendo mente locale che tutto è stato costruito 3200 anni fa, a 600 chilometri di deserto e diverse (tre?) cateratte nilotiche dall'allora capitale Tebe, perde quasi totalmente fascino il recente spostamento del tempio, trasformato (grazie a moderni macchinari e tecnologie) in un gigantesco Lego di oltre mille pezzi da 30 tonnellate ciascuno, e spostato a 210 metri e 65 metri più in alto dal corso del Nilo per sottrarlo dalle acque del più grande lago artificiale del mondo, che l'avrebbero altrimenti sommerso.

Giungendo al sacrario più interno, guardando il sole già sorto da un paio d'ore, ma quasi perfettamente allineato al lungo corridoio che costituisce l'asse principale della costruzione, e la sua luce illuminare a giorno il recesso più segreto di Abu-Simbel, mi rendo conto di essere in anticipo di 22 ore appena sul momento in cui, il 21 ottobre (come il 21 febbraio d’ogni anno) i raggi illumineranno centimetro dopo centimetro, e statua dopo statua, tutto il corridoio fino a posarsi sulla statua di Amon-Ra nella cappella più lontana e sacra del tempio. L'effetto scenografico deve essere stupefacente... e mi torna automaticamente negli occhi.

Mi scuoto perchè il viaggio continua e mi aspetta una nuova avventura. L'aria sul Nilo, sensibilmente più fresca che in città, è un toccasana e rende piacevole l'attesa della partenza, mentre gli ultimi passeggeri arrivano alla spicciolata. La feluca, il Nile Paradise, lunga circa 14 metri, è una tipica imbarcazione nilotica, identica a centinaia d'altre che danzano in continuazione attorno all'isola di Elefantina, e per tante cose ancora uguale a quelle che per millenni hanno sostenuto l’economia del Paese. Poche - osservo - sono le aggiunte di ferro, e spesso introdotte esclusivamente per la comodità di chi è ospite - pagante -  a bordo. La vela, triangolare, è rappezzata in un variopinto collage di tessuti. Diversi teli colorati rivestono un grande materassino di gommapiuma che a sua volta ricopre la grande coperta sotto cui va stivato il grosso dei bagagli. Lo spazio in cui mangeremo e dormiremo è grande e confortevole, finchè non si è più di otto passeggeri...     continua "Navigando nella Storia"

Torna indietro

Per Votare/Commentare chiudi questa finestra e clicca Ti stato utile (ti piaciuto) questo contributo? Votalo

I Top LIKE...
Le destinazioni
Viaggi Oceania Viaggi Africa Viaggi Europa Viaggi Nord America Viaggi CentroAmerica Viaggi Caraibi Viaggi SudAmerica Viaggi Asia Viaggi Medio Oriente Clicca sul Continente Viaggi ZONA_ITALIA