EDEYEN MURZUQ - Itinerario


Inserito il: 28/11/2007 da Robo Gabr'Aoun
Email: robogabraoun@hotmail.com
Sito web: http://www.viaggiatorionline.com/profile.asp?id=Robo+Gabr%27Aoun
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La cAll’estremo est la conca dell’erg degrada in una pianura sabbiosa che porta alle oasi di Traghen e Murzuq Città, nonché a Zwila e Tummu. Nei pressi degli abitati si possono vedere gruppi di tumuli di sabbia, Tamerici ricoperte dalla sabbia di riporto e da essa soffocate. A sud, verso il Niger, i contrafforti occidentali dei jebel che concorrono all’imponente formazione dell’Altipiano del Djado non agevolano l’accesso. Anche nel passato più remoto la conca di Murzuq non venne mai utilizzata come rotta carovaniera, e questo per l’altra sua caratteristica particolare, ossia l’assoluta inesistenza di pozzi in tutta la conca. Uniche eccezioni le guelte di Mathendousc, troppo settentrionali per essere utilizzate da carovane provenienti da sud.

Basti pensare che lungo la pista Derji-Edri nell’erg Awbari si possono toccare fino a 10 pozzi in 500 chilometri mentre qui, da Tilemsine a Murzuq città, non ce n’è neanche uno. Intorno a Murzuq città ed a Traghen si riescono invece ancora a vedere le vestigia di grandi paludi, ultimi resti dei laghi del Murzuq, in un recente passato causa di epidemie di malaria in tutta la zona, poi bonificata dagli Italiani durante la colonizzazione. Nella conca oggigiorno vivono diverse famiglie di Tuaregh, sedentarizzati, la maggior parte dei quali impegnati nell’oasi di Berjui. Fanno parte delle famiglie del Kel (tribù) d’Akakus, o degli esuli provenienti dal Niger e dal Mali dopo l’ultima ribellione e la conseguente strage di Tin Tchabaradene. A tale proposito occorre sapere che la croce Twaregh caratterizzata da strati di cedro del Tassili - che in Air non è rappresentativa di un Kel (cioè non fa parte delle 21 croci dei Kel) ma è un simbolo di fertilità e amore - qui assume valenza di rappresentanza tribale. Praticamente è la croce del Kel 22, Kel Akakus, quasi mai menzionata nei trattati sul tema.

Altra caratteristica fondamentale della Conca di Murzuq è la assoluta mancanza di forme di vita vegetale, se non in una ristretta fascia nella zona settentrionale dell'erg. Le forme di vita animale anch’esse si raggruppano ai margini della conca, a sud o a nord. Troviamo anche qui, come nell’idhan Awbari, branchi di cani selvatici, direi sciacalli. Dromedari selvatici si trovano nell’hammada ad ovest, verso i torrioni di Abahoa e le prime sabbie del Ouan Kasa. Nella spianata sabbiosa prospiciente al oued Mathendousc crescono cespugli che vengono utilizzati dagli autoctoni sotto forma di infuso e tisana, con eccellenti poteri digestivi e diuretici.

A livello di storia delle esplorazioni, occorre citare Duveyer, francese, che nell’800 attraversò l’Edeyen tracciando una pista da ovest ad est, mai seguita ufficialmente da nessun altro. Gandinì ha attraversato l’Edeyen da Tilemsine a Traghen, passando per il centro geografico dell’Erg. Roberto Baratelli lo ha attraversato nella sua parte meridionale ed ancora da Traghen verso il confine con il Niger, ad ovest di Tummu, insieme allo scomparso Karl Hack, grande viaggiatore. Io, con altri amici, ho percorso le sue dune settentrionali per tutto il suo confine nord, da Abahoa fino a Berjui, senza penetrarvi in profondità, provenendo dall’erg Ouan Kasa, ad ovest.

Dal punto di visto storico la conca di Murzuq è stata il centro di grandi dinastie di regni neri, di origini Tubu. Le rotte commerciali di questa etnia toccavano la città di Murzuq, provenendo dal Djado e dal Tibesti a Sud Est. La città stessa ha toccato punte di notevole estensione e splendore, ai livelli di Tindouf e Timbouctou. La presenza delle paludi, fino ad un passato piuttosto recente, la rese però insalubre, tanto che sotto il dominio degli Arabi venne proibito ai commercianti di passaggio di fermarvisi per la notte, per evitare il propagarsi di epidemie di malaria. Il suo abbandono avvenne in maniera graduale, quando i regni neri trasferirono i loro centri commerciali via via più a sud, verso il Tchad. Già al tempo della colonizzazione italiana Murzuq era un ammasso di case fatiscenti e non vi erano più grosse attività commerciali. Il traffico carovaniero si era già trasferito nel più comodo ed accessibile vallone dell’Adjal, via Ghat, e raggiungeva le oasi di Kufra ed Awaynat passando a nord dell’erg di Rebiana, da Tazerbo. Solamente piccole carovane di Tubu risalivano ancora dal Djado, verso Rebiana città, utilizzando Murzuq solamente quale punto di sosta nel loro cammino verso Est.

Glossario. Adrar:montagna in Tamaschek. Erg (Edeyen in Tamaschek): distesa di dune. Afrath: importante cordone. Bir: pozzo Gara: monte a tronco di piramide, frutto dell’erosione eolica. Gassi: vallata interdunaria. Gara: monte con la sommità piatta e le pareti strapiombanti, prodotto dell’erosione eolic. Kel: tribù, in Tamaschek Ghurda: grande duna piramidale. Jebel: massiccio montuoso. Hamadat: spianata, letteralmente pianura. Può riferirsi ad una piana sabbiosa o, in senso lato, ad una pianura pietrosa, priva di rilievi. Hammada: pianura sterile di pietre e ciottolame. Hassi: pozzo. Oued: valle (plurale ouidian). Ramla: piccolo erg. Reg: pianura di ciottolame fine. Sebhka: spianata argillosa, residuo di formazioni lacustri. Serir: pianura con fondo liscio, con ciottoli sminuzzati. Tamaschek: lingua parlata dei Tuaregh. Tifinhag: lingua scritta dei Tuaregh. Tin: pozzo o regione circostante

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