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Italia. Un pomeriggio da Heidi


Inserito il: 27/10/2007 da Claudio Montalti
Email: claudiomontalti@gmail.com
Sito web: http://www.claudiomontalti.net
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Stavamo un po' mugugnando. Frustrati da giorni di tempo inclemente, ci eravamo lasciati alle spalle la Romagna per tuffarci nel calore di amicizie consolidate durante l'estate, e dopo Parma avevamo anche rivisto il sole. Gli auspici erano quindi buoni, ma dal non indifferente punto di vista gastronomico la trasferta di Lecco si stava risolvendo nella solita pizza napoletana. Con tutto il rispetto parlando, quell'affare non aveva nulla a che vedere con la napoletanità, e per dirla tutta nemmeno con l'ospitalità e fantasia tutta romagnola in fatto di cibo.

"Domani tutti da me a Ortanella! Preparo io!" è stato il salvagente lanciato in extremis da un nuovo amico seduto a capotavola, Chicco. Forse aveva captato qualche borbottio, chi lo sa, ma noi romagnoli siamo stati ben lesti ad accogliere l'invito con sorrisi abbaglianti. Mica per niente siamo cresciuti a sfoglie e piadine fatte in casa. Inoltre, sappiamo ben valutare le qualità culinarie anche dalla stazza e dal colorito di chi si propone...

Miracolo dei miracoli, al mattino ci svegliamo sotto un sole bello caldo. Nemmeno l'avessi sognato in un momento di sfrenato ottimismo mi sarei azzardato a pensare ad un tempo simile: l'aria è limpida e la giornata pare di inizio giugno, non certo di metà ottobre. Si parte. Il tragitto da Lecco verso Bellano è una languida serpentina sopra le acque del lago, ora cobalto e ora scintillanti di sole. A Bellano si gira a destra e la strada subito s'impenna. Si sale per Ortanella, dunque. Chissà dove sarà?

Lo scopriremo presto. La salita è ripida e, non del tutto agevole, va di pari passo coi luoghi che sfilano fuori dal finestrino. Da Bellano, non abbiamo quasi incontrato auto, né case: abeti, larici, platani e castagni la fanno da padroni. In alcuni punti, la strada è davvero stretta, tanto da fantasticare di affrontarla in mountain bike. Prima o poi lo farò. La fame comincia a farsi sentire e Levico Lario sembra non arrivare mai, ma è solo una impressione. Poco dopo, dietro l'ennesima curva appare un'esplosione di case nel mezzo di una piccola valle soleggiata. Al centro del paese, troviamo sulla destra la strada sterrata per Ortanella. È più stretta della precedente, ma è più piacevole andare su un tappeto di foglie e sassi che non sull'asfalto. Alcune auto, aliene macchie di colore nelle abetaie in ombra, sono parcheggiate un po' dove capita.

"Gente a spasso per funghi e castagne" non faccio in tempo a pensare che compare un gruppo compatto, i sacchetti di plastica colmi di raccolto, e subito dopo infiliamo un gruppo di piccole baite in sasso e tronchi d'albero nel mezzo di un alpeggio: Ortanella.

Si spengono i motori e il silenzio si fa assoluto. Sarà la spartanità, sarà lo sguardo che può spingersi verso nord e oltre la malga fino a Levico Lario, o a ovest fino alla grande vallata intuibile ma invisibile del lago. Sarà il sole che accende tutti colori e gli odori del bosco. Sarà anche che il verde è tanto intenso che pare finto, ma io mi aspetto da un momento all'altro di vedere spuntare Heidi con le sue candide caprette animate.     continua "Italia. Un pomeriggio da Heidi"

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